
Savona. Motoseghe “tarocche”, prodotte in Cina e spacciate con tanto di marca contraffatta (“Huskvarna”). Strumenti lontani dagli standard di sicurezza e che avrebbero anche potuto costituire un pericolo per gli eventuali compratori. Per questo, a finire a giudizio, a vario titolo, sono state tredici persone.
I fatti risalgono al 2007-2008. Uno degli imputati, Paolo Cangiano, si era presentato ad esempio alla porta di due sassellesi proponendo loro di acquistare una motosega. Il presunto venditore però non era riuscito a concludere l’affare: i compratori si erano infatti insospettiti perché quelle motoseghe non sembravano originali ed uno dei due, che si era segnato la targa dell’uomo, si era anche rivolto ai carabinieri. I militari erano così risaliti alla banda. Truffe simili erano state tentate anche a Calizzano, Vado Ligure, Celle Ligure.
Le pene comminate oggi sono le seguenti: Giovanni Russo, Gaetano Fioretti, e Luca Di Donato, tutti napoletani, sono stati condannati a 6 mesi di carcere e 3000 euro di multa ognuno; d’origine campana anche Paolo Cangiano e Niello Izzo che dovranno scontare due mesi di carcere e duemila euro di multa; gli altri, invece, sono stati assolti perché il fatto non sussiste.
La differenza sta nel fatto che Russo, Fioretti e Di Donato sono stati sorpresi con tanto di motoseghe e targhette contraffatte pronte per l’applicazione; Cangiano e Izzo con le motoseghe già “truccate”; gli assolti, invece, sono stati solo sorpresi con i pericolosi attrezzi ma senza traccia di etichette sospette.