
Savona. Per alcuni settori merceologici il calo nelle vendite in periodo di saldi è del 10%, per altri arriva anche al 20% rispetto allo scorso anno, per molti esercenti, tuttavia, le vendite scontate rappresentano ancora una fondamentale boccata d’ossigeno, in particolare in un momento di crisi del commercio savonese. Ecco la voce degli operatori ed esercenti che hanno parlato dell’andamento dei saldi estivi e della situazione del settore.
Per Paolo Prefumo di SportArt a Savona il calo c’è: “I saldi sono sbagliati, dovrebbero essere fatti ad agosto, oggi sono ad assortimento completo e quindi il saldo perde il suo valore e la sua potenzialità per il commerciante. Certo i saldi aiutano in questo periodo di notevole diminuzione dei consumi. Il commercio è in profonda difficoltà, i negozi chiudono e non c’è “turn over” nella gestione degli esercizi, che spesso non aprono più…”.
Per Marco Franzoni, titolare del negozio Atmosphere Calzature, in piazza Chabrol: “Siamo soddisfatti, siamo sui valori dell’anno scorso ed i nostri clienti hanno risposto bene ai saldi. Anche prima, devo dire, l’andamento delle vendite non è andato male, come sentiamo invece per altri nostri colleghi. Tanti commercianti si sono adagiate, non c’è disponibilità per nuove aperture come la sera, ad esempio come sta avvenendo per i negozi durante i giovedì sera. Insomma bisogna crederci di più e l’impegno e la qualità vengono premiate dalla clientela”.
“I saldi sono iniziati bene e devo dire oltre le attese…Ci voleva dopo una stagione senz’altro negativa. La crisi c’è e si fa sentire, i saldi aiutano tanto e si vede appena iniziano, ci fossero tutt l’anno…” afferma un’altra commerciante di Piazza Marconi.
Anche per la titolare del “Darling” di piazza Boselli, Silvia Tricerri, i saldi stanno andando bene, una “stampella” per andare avanti dopo mesi di difficoltà: “Sono partiti bene e devo dire che siamo in linea con gli anni passati…Aspettiamo la fine per dirlo ma fino ad ora siamo soddisfatti. I saldi senza dubbio portano un po’ di cassa, restano troppi anticipati, quindi la clientela aspetta le mega promozioni al 50%. La crisi del commercio è ancora presente, lo percepiamo come operatori, il piccolo esercente fa sempre più fatica ad andare avanti…”.