Manta nel porto di Savona, l’Enpa: “Noi speriamo che se la cavi”

manta nel porto di savona

Savona. “Noi speriamo che se la cavi”. E’ l’espressione che usano i volontari della Protezione Animali alla manta eccezionalmente comparsa ieri nel porto di Savona.

“Il mar ligure, come gli altri mari italiani, è percorso da centinaia di pescherecci supertecnologici e da migliaia di cosiddetti pescatori sportivi, che pescano ogni essere vivente che abbia l’ardire di avventurarsi nelle nostre acque – osservano dall’Enpa – La conseguenza è che i tre quarti delle specie marine sono in via di estinzione, il mare si sta svuotando e la prova è l’incremento delle meduse, di cui si ciberebbero i grandi predatori (tonni, pescispada, squali, pesce azzurro e tartarughe) se non stessero scomparendo. Il mare è poi ingombro di reti di ogni tipo, spesso illegali come le spadare e le ferrettare, mentre sui fondali si trovano impigliate centinaia di reti, perdute o abbandonate, che nessuno recupera e che continuerano a pescare per secoli”.

“In questa situazione da ultima spiaggia – proseguono i volontari – mentre il 70% del pesce viene importato dai mari esteri, con italica miopia il ministero competente e le regioni, attraverso il pescaturismo, l’ittiturismo e campagne promozionali favoriscono il consumo di pesce invece di invitare gli italiani a mangiarne di meno”.

Da tempo Enpa Savona chiede che si limiti la pesca professionale ma soprattutto quella sportiva, perseguendo chi vende sottobanco il pescato sportivo, si tuteli la fascia costiera, si ingrandiscano le aree marine protette e si favorisca l’osservazione incruenta e non la pesca degli animali marini.

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