
Savona. “Non vogliamo morire di tasse, ma vivere di lavoro”. È in sintesi la richiesta che Cgil Cisl Uil e i rispettivi sindacati dei pensionati avanzano ai sindaci dei comuni della provincia di Savona. In particolare, i sindacati chiedono ai comuni di adottare misure che rendano meno pesante l’Imu per lavoratori e pensionati.
“Consideriamo l’Imu una tassa pesante ed ingiusta – dichiarano unitariamente i sindacati – che finisce per ammazzare quei tanti lavoratori e pensionati con basso reddito che sono proprietari della sola abitazione in cui vivono. Tuttavia, visto che l’Imu è stata reintrodotta, è necessario che i sindaci adottino tutte le misure utili a renderla più equa possibile. Il rischio invece è che si facciano grandi proclami e ci si straccino pubblicamente le vesti e poi, nella pratica, non si adottino nemmeno quelle poche misure possibili, costringendo i cittadini ubriacati con roboanti promesse a pagare tutto fino all’ultimo”.
In particolare, in un documento inviato a tutti i Comuni, i sindacati chiedono che l’aliquota sulla prima abitazione sia applicata al minimo (4×1000); che si equipari all’abitazione principale la casa dell’anziano o disabile ricoverato in modo permanente in case di riposo; che le stesse detrazioni previste per i figli vengano anche applicate per disabili o anziani non autosufficienti presenti nel nucleo familiare; adottare correttivi nell’applicazione dell’imposta sulle seconde case per incentivare l’affitto a canone concordato. Infine, l’aumento della tassazione locale, che spesso viene giustificato per mantenere la soglia dei servizi pubblici esistenti, dovrà cointribuire, unitamente alla riorganizzazione della spesa, ad ampliare quella soglia delle famiglie che, sempre più numerose, avranno bisogno dei servizi”.