
Albenga. E’ stato identificato il secondo rapinatore seriale che, insieme ad un complice albanese già arrestato nei giorni scorsi (Altin Pasha, 22 anni) e ad altri malviventi, ha portato a termine sette colpi con la tecnica del “tampona e fuggi” ai danni di ignari automobilisti.
Si tratta di un 32enne marocchino e clandestino (A.H.) cui ieri è stata notificata l’ordinanza di custodia cautelare mentre si trova chiuso nel carcere di Marassi per reati contro il patrimonio. A.H. ha infatti partecipato al furto, trasformatosi poi in rapina, del 18 febbraio scorso a Loano quando, insieme all’albanese, ha sottratto uno scooter ad una signora per poi spintonarla e strattonarla nel tentativo di scappare.
I due fanno parte di un gruppo che per mesi ha seminato il panico tra Loano e Albenga, spingendosi anche fino a Sanremo, rapinando in serie sette persone tra cui anche la proprietaria di una tabaccheria di Cairo Montenotte. La tecnica usata dalla banda era quella tipica delle “banlieues” d’oltre Manica: i delinquenti tamponavano l’auto che li precedeva e, quando il malcapitato scendeva dalla macchina per accertarsi del danno, veniva aggredito con calci e pugni e rapinato degli effetti personali e della vettura. I ladri si servivano poi dell’auto rubata per colpire una seconda volta e cambiare così il mezzo per evitare di essere identificati, visto che i colpi si verificavano ogni due giorni.
Gli uomini del Nucleo Operativo della Compagnia di Albenga hanno lavorato senza sosta su piccoli indizi lasciati dai malviventi (anche perché in alcuni casi agivano a volto scoperto), e dopo alcune settimane è arrivata la svolta da un’impronta lasciata su una delle macchine rubate: prima con il fermo del 22enne albanese (in un primo momento fuggito nel suo Paese, ma poi tornato a Genova dalla fidanzata) e poi con l’individuazione del complice marocchino.