
Savona. Da giorni era imprigionato nell’intercapedine della rete di protezione dalla caduta di pietre dell’Aurelia all’ingresso di Albissola Marina, poi è stato liberato grazie all’intervento dei Vigili del Fuoco di Savona (guidati dal caposquadra Antonio Crispino). Si tratta di un gabbiano che, atterrato in un corridoio di meno di 50 centimetri, non riusciva a dispiegare le ali per prendere il volo ed è stato quindi prelevato con una scala dai pompieri ed affidato alle cure dei volontari della Protezione Animali.
“Non sono infrequenti i soccorsi di questo tipo svolti sia dai vigili del fuoco per problematiche complesse che dai volontari dell’Enpa per gli interventi più semplici, ad esempio negli stretti cavedi dei vecchi edifici dei centri storici. Da alcuni anni i gabbiani stanno colonizzando le città – spiegano i volonatri dell’associazione -; ciò è principalmente dovuto alla pesca professionale, sportiva ed estiva di bagnanti che raccolgono crostacei e pesci, che sta spopolando il mare e sottrae quindi il loro cibo, che vanno a cercarsi in città”.
“L’associazione svolge un importante compito, raccogliendo decine di soggetti giovani caduti dai nidi sugli edifici, li accudisce e li fa crescere e poi li riporta nel loro ambiente originario, spiagge, scogliere e foci dei torrenti, lontano dalle case; ha anche presentato un primo progetto di sterilizzazione che, approvato dal Comune di Savona, non ha però potuto ottenere l’indispensabile finanziamento regionale a causa del parere sfavorevole dell’Asl” spiegano i volontari dell’Enpa.
“Numerose lamentele si verificano ormai in tutti i paesi della riviera, capoluogo compreso, sia da parte di residenti che di turisti che trovano il tetto o il terrazzo dell?appartamento delle vacanze occupato dai nidi. Anche in questo, come in molti altri casi, gli enti locali dimostrano la loro incapacità ad affrontare per tempo ed efficacemente i problemi; nella riviera romagnola i comuni, dopo aver ottenuto il consenso scientifico dell’Ispra (Istituto per la ricerca ambientale) e l’autorizzazione delle Province, organizzano a pagamento, nei mesi di aprile e maggio, l’asportazione incruenta delle uova (e solo di quelle) dai nidi di gabbiani sui tetti e sui terrazzi dei quartieri cittadini” concludono dall’Enpa.