Cronaca

Ceriale, scomparsa di Salvatore Calì. Il figlio: “Uno non scappa per quattromila euro. Credo sia in stato confusionale”

Ceriale. La “Maison de la glace” è aperta anche oggi: i famigliari di Salvatore sono tutti lì, circondati dall’affetto dei commercianti vicini, ad aspettare il suo ritorno.

Le ricerche del gelataio scomparso mercoledì mattina sono proseguite tutta la notte ma senza risultati. Si parla di un avvistamento, nella notte tra mercoledì e giovedì, nel quartiere di Vadino, ad Albenga, e di una mail con cui l’uomo ha voluto rassicurare moglie e figli sul suo stato di salute (“State tranquilli, sto bene, voglio solo stare un po’ tranquillo”, avrebbe scritto Calì), ma a ciò è seguito solo il silenzio.

Questa mattina il figlio Elvis e la moglie Eugenia, visibilmente scossa, hanno regolarmente aperto l’esercizio commerciale di lungomare Diaz, che la famiglia Calì gestisce da 30 anni, in attesa di novità. “Le ricerche sono continuate tutta la notte con carabinieri, polizia e protezione civile, soprattutto nella zona di Albenga, sulle alture sopra Alassio, così come verso Savona e San Bartolomeo Al Mare. Purtroppo senza risultati”, dice il figlio.

“Non credo che mio padre si sia allontanato molto: ha pochi soldi in tasca (30 euro) e poco gasolio, in più ho controllato il conto e non ha prelevato nulla dal bancomat – è convinto Elvis – Non mi so dare una spiegazione di quanto accaduto: penso sia in stato confusionale, perché uno non scappa per quattromila euro”. Il figlio si riferisce alla cartella esattoriale da Equitalia con 4 mila euro da pagare che Calì ha ricevuto qualche mese fa e per la quale, mercoledì, sarebbe uscito di casa per andare a chiedere una rateizzazione che gli concedesse un po’ di respiro. Poi, il nulla.

“Qualche tempo fa è mancato suo fratello: penso che mio padre abbia accumulato un po’ di stress e tristezza e che abbia reagito così. Non penso proprio che voglia compiere qualche gesto particolare: vorrà riflettere, non so, sinceramente non riesco a darmi una spiegazione logica di quanto accaduto. Iei ci ha mandato una mail, poi non s’è fatto più sentire. Intanto, in queste ore, abbiamo affisso manifesti in tutto il comprensorio, grazie a una marea di volontari. Noi continuiamo a cercarlo” conclude il figlio di Calì.