
Vado Ligure. La chiusura dell’Ocv, prospettata dalla stessa azienda, è per giugno. La corsa per il salvataggio della realtà produttiva vadese, quindi, avrà il suo spazio in questi mesi che separano dalla “deadline” comunicata giovedì scorso dalla proprietà a sindacati e Rsu.
“L’unica data temporale che ci ha comunicato l’azienda è giugno – sottolinea Fulvio Berruti della Cgil – Nell’incontro i vertici hanno motivato la decisione di chiudere con gli argomenti che ormai sono noti: problemi di energia, gas e concorrenza con il Sud Est asiatico. Hanno detto che il sito di Vado non è competitivo. Ribadiamo il nostro sconcerto e la necessità dell’intervento istituzionale per una situazione che ha messo in allarme tanti lavoratori”.
L’Ocv a Vado avrebbe perso in cinque anni, per ogni anno di attività, ben 15 milioni di euro. La situazione dell’azienda, specializzata nella produzione di filati di vetro per il rinforzo dei materiali plastici, è l’immagine della crisi industriale savonese che vede la prostrazione di 22 aziende e 1200 operai. “Serve un tavolo di governo, c’è in ballo una multinazionale straniera, e per questo è necessario il massimo impegno” aggiunge Berruti.