
Savona. La crisi non è finita e ha inciso in maniera rilevante sull’economia savonese. Secondo i dati Inps sulla cassa integrazione nel 2011, in provincia di Savona, sono state autorizzate complessivamente 2.499.854 ore, il 21% in più rispetto al 2010, quando le ore autorizzate furono 2.066.111.
Le aziende interessate sono state circa 80, con 1.200 lavoratori a zero ore/mese rispetto ai 995 dell’anno precedente.
Questo incremento, superiore del 4,65% anche rispetto al 2009, anno più duro della crisi, è risultato più alto dell’andamento regionale, che ha segnato un +11,52%, con 15.382.703 ore, rispetto alle 13.793.031 del 2010.
I dati della Liguria, peraltro, sono in netta controtendenza rispetto al trend nazionale che ha registrato una diminuzione del 20,8%, con 953 milioni di ore autorizzate nel 2011, contro 1 miliardo e 203 milioni del 2010.
In provincia l’incremento maggiore è stato ancora una volta della cassa integrazione straordinaria (cigs) passata dalle 55.073 ore del 2010 a 1.322.827 nel 2011 con un più 2302%.
“A livello settoriale – osserva il presidente provinciale dell’Inps Gian Carlo Battaglino – da rimarcare l’andamento della cassa integrazione nell’industria, che a livello savonese ha fatto segnare un +14,13% rispetto all’anno precedente, mentre a livello nazionale c’è stata una diminuzione del 22,60%, a conferma dell’appesantimento della crisi, soprattutto nella seconda parte dell’anno”.
Disoccupazione e mobilità, in complesso, hanno avuto un leggero incremento rispetto al 2010. La disoccupazione ordinaria e speciale è passata da 7.087 richieste del 2010 a 7.449 nel 2011 con un aumento di quasi 400 unità; la disoccupazione con i requisisti ridotti è salita da 3.066 a 3.338 domande, con un aumento di 272; la mobilità da 294 è scesa a 275 richieste. In totale le domande presentate sono aumentate dalle 10.447 del 2010 a 11.062 nel 2011, con una forte accelerazione (+6%) delle perdite occupazionali.
L’Inps di Savona, su richiesta dalla Prefettura, ha anche istituito un osservatorio, con la partecipazione delle parti sociali, al fine di monitorare l’andamento e le risposte tempestive dell’Istituto verso i lavoratori raggiunti dalla crisi nel loro posto di lavoro.