Provincia. Ha provocato più di uno scompiglio l’idea manifestata da Marco Bertolotto martedì nella riunione di Giunta e trapelata ieri nei giornali locali di una sua possibile candidatura parlamentare alle elezioni di aprile. Al di là dello scossone causato nei giorni scorsi agli instabili equilibri interni dello stesso Partito Democratico, in provincia tensioni e malumori sono poi cresciuti anche tra le forze della coalizione di centro sinistra che lo sostengono per via, naturalmente, delle immediate ricadute che tale scelta avrebbe sul consiglio provinciale il quale verrebbe automaticamente sciolto prima del termine del mandato. Unanimemente e decisamente contrario a questa eventualità lo schieramento della cosiddetta sinistra radicale: “I partiti de “La Sinistra – L’Arcobaleno” ritengono che lo scioglimento anticipato del Consiglio Provinciale per l’eventuale candidatura al Parlamento del Presidente Marco Bertolotto sarebbe del tutto incomprensibile agli elettori, ai cittadini e a quanti vedono la politica come servizio e non come mezzo. Esso andrebbe ad interrompere prematuramente l’operato dell’Amministrazione Provinciale proprio quando si stanno per raggiungere alcuni importanti risultati”, sostengono in una nota congiunta Marco Ravera (segretario provinciale Rifondazione Comunista), Franca Ferrando (Sinistra Democratica), Carla Siri (segretaria provinciale Comunisti Italiani) e Carlo Vasconi (presidente provinciale Federazione dei Verdi). Più che interrompere ora l’azione amministrativa, affermano gli esponenti de “La Sinistra – L’Arcobaleno”, “in quest’ultimo anno di attività” del consiglio la maggioranza dovrebbe “serrare i ranghi, lavorando in modo concordato e collegiale, senza lasciarsi distrarre dall’impegno che è per tutti, a partire del Presidente, quello di rispondere fino in fondo al mandato degli elettori”, portando “a termine il programma sottoscritto e condiviso [nel 2004], che in alcuni punti rimarrebbe incompiuto” e sul quale i partiti de “La Sinistra – L’Arcobaleno” fanno sinteticamente il punto. Tra le questioni richiamate come prioritarie nel comunicato, l’attuazione del Piano provinciale dei rifiuti, la gestione pubblica delle risorse idriche, la stabilizzazione lavoratori precari dipendenti della Provincia, gli interventi necessari a favore della “soluzione dei problemi aperti dalle crisi industriali (pensiamo in primo luogo alla Ferrania nel momento delicato in cui si sta discutendo un nuovo e decisivo accordo di programma)” e le misure “per rilanciare lo sviluppo nel nostro territorio, in grado di coniugare economia, sostenibilità ambientale ed equità sociale”. Anche per quanto riguarda la scuola e la formazione, proseguono gli esponenti de “La Sinistra – L’Arcobaleno”, lo scioglimento anticipato del consiglio provinciale rischierebbe di intralciare l’iter di alcuni progetti in corso, come il “Polo scolastico da lungo tempo atteso dalla comunità ingauna” (“Deve essere portato a compimento il piano di riorganizzazione della rete scolastica e nello stesso tempo portata a termine la procedura per la realizzazione del Polo scolastico di Albenga nel sito della ex caserma Turinetto”) e il Polo savonese della Formazione Superiore in ambito turistico-alberghiero che nelle scorse settimane ha ricevuto l’avvallo da parte della Regione. “Sono da portare all’approvazione del Consiglio Provinciale – si legge infine in conclusione della nota – sia il Piano stralcio, sia il primo Piano triennale relativo alla nuova programmazione europea 2007-2013, che assicura alla nostra provincia fondi adeguati per affrontare in modo sempre più consono alle esigenze di formazione e occupazione del nostro territorio i problemi al centro della politica che la Provincia ha attuato in questi anni attraverso i suoi servizi per la formazione e il lavoro”.
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