
Savona. L’unica residente a Savona tra i naufraghi della Costa Concordia. Assieme al suo compagno e ai suiceri in viaggio per una crociera nel Mediterraneo racconta le drammatiche fasi dell’evacuazione dalla nave, una testimonianza simile a tante altre, ma certamente significativa sullo spirito dei passeggeri a bordo della Costa.
“C’era il bambino di una coppia, che era con noi sulla scialuppa, mi ha stretto forte la mano e una volta a terra l’abbiamo aiutato a scendere, mi ha detto ma ‘qui sono tutti pazzi…qui dove siamo? Adesso dove siamo? Ma io non ne faccio più di crociere…’ Bhè, penso che tanti per un pò rinunceranno…E’ stata una esperienza terribile…” racconta Stefania Arrigoni.
Ecco la testimonianza: “Eravamo al casinò quando abbiamo sentito un botto fortissimo, stava cadendo di tutto, poi siamo andati nelle camere, l’equipaggio ci ha rassicurato dicendo che era un problema elettrico, ‘state tranquilli…’, ma la nave si era inclinata paurosamente…” dice Stefania Arrigoni.
“Non sapevo cosa pensare, era incredibile vivere quel momento, non potevamo immaginare e realizzare…Anche quando siamo arrivati alle scialuppe, l’equipaggio ha provato di nuovo a rassicurarci, ma avevamo capito che qualcosa di grave era successo e che dovevamo in tutta fretta lasciare la nave…”.
“Non ho mai avuto intenzione di buttarmi, era buio, non si capiva bene la distanza dalla costa, il mio compagno stava per gettarsi in mare…Ho visto tanto panico e tanta paura, molta gente è caduta e chiedeva aiuto…specie le famiglie…” conclude.