[thumb:5427:l]Cairo M. Mentre Samuel Costa (nella foto), nell’interrogatorio di ieri davanti al gip Barbara Romano, ha negato ogni addebito per il pestaggio mortale costato la vita a Roberto Siri, emergono nuovi indizi probatori nell’indagine condotta da Procura e carabinieri: l’albanese ricercato, Arjan Quku, fuggito all’estero (forse in Francia, Germania oppure in Albania) non sarebbe stato il solo a compiere l’aggressione mortale: sul luogo dell’omicidio erano presenti almeno altri due albanesi, sembra regolari e residenti in Val Bormida, al momento ricercati. Una conclusione logica, pensando alle gravi ferite inferte a Siri, difficilmente pensabile come opera di una sola persona. Una conferma che sembra arrivare anche da uno degli amici di Siri, Massimo Scoppa, rinchiuso sulla Opel Astra per evitare il pestaggio, e che ha detto di aver intravisto più persone e sentito più voci. Altri elementi potrebbero arrivare dal responso dell’autopsia (rinviata ad oggi) sul corpo dell’artigiano di Cengio.
E se gli inquirenti sono alla ricerca di questi altri due possibili complici di Quku, resta da verificare la posizione dello stesso Costa, a cui gli investigatori sembrano non credere fino in fondo: per ora è indagato per concorso in omicidio.
Altra novità è la Bmw nera sequestrata dai carabinieri, un altro auto che spunta sulla scena del delitto, oltre all’Opel Astra di Siri e la Fiat Punto di Costa (che avrebbe accompagnato Quku davanti al nosocomio cairese): forse a bordo della Bmw gli altri due albanesi che hanno preso parte al massacro e che poi sono fuggiti in tutta fretta. L’auto è intestata ad un altro albanese, regolare e con un lavoro, il quale ha riferito di avere dato un passaggio ad altri due connazionali dalla discoteca B Spider di Bragno fino al parcheggio davanti all’ospedale, poi gli avrebbe fatti scendere e se ne sarebbe andato senza assistere al pestaggio: per la procura è estraneo ai fatti.
E intanto oggi, alle 15, si riunirà il Comitato sulla sicurezza convocato dal prefetto Nicoletta Frediani su richiesta del sindaco di Millesimo, Mauro Righello, che ha sollecitato l’incontro anche a nome dei sindaci valbormidesi, preoccupati per la situazione che si è venuta a creare dopo l’omicidio di Roberto Siri. All’incontro in Prefettura prenderanno parte, oltre ai rappresentanti delle forze dell’ordine, anche i primi cittadini di Cairo, Carcare, Millesimo, Cengio, Altare, Cosseria e Dego. Al centro il tema della sicurezza in Val Bormida e la ricerca di possibili soluzioni per frenare l’escalation di violenza che ha portato all’uccisione di Siri.
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