
Finale Ligure. Mentre si avvicinano le scadenze della manovra bis e delle sue conseguenze rilevanti sugli enti locali, gli amministratori fanno il punto sulla rotta da tenere. Nell’auditorium di Finalborgo si è tenuta oggi una giornata formativa organizzata da Anci Liguria sulla gestione associata delle funzioni nei Comuni. A tenere banco è sempre l’articolo 16, come sottolinea Mauro Guerra, coordinatore nazionale dei Piccoli Comuni: “Stiamo chiedendo alle Regioni di impugnare davanti alla Corte Costituzionale l’articolo 16 che vorrebbe imporre ai Comuni di ipotizzare soluzioni irragionevoli di gestione associata. Noi siamo a favore delle gestioni associati, come innumerevoli volte ripetuto, per rendere più adeguati i servizi, ma tutto questo si deve fare in modo serio e organico. Questa norma invece pone gravi problemi alle forme di collaborazione tra i Comuni sotto e sopra i 1000 abitanti. E’ una pura follia perché abbiamo, invece, tutto l’interesse che i piccoli possano operare in sinergia con quelli di più grandi dimensioni”.
“Non si possono dettre soglie di popolazioni generiche quando il nostro territorio ha specificità a volte molto diverse tra loro – prosegue Guerra – In alcuni casi bisogna mettere insieme tre o quattro vallate per raggiungere i 10 mila abitanti. Altrove invece 10 mila cittadini sono raccolti in un fazzoletto di terra. Non può essere solo il criterio demografico a stabilire l’adozione o meno di forme associate. Occorre invece valutare il reale bisogno del territorio per attuarle”.
Spiega poi l’assessore finalese Massimo Gualberti: “Si auspica una maggiore stabilità delle regole, perché la normativa è cambiata velocemente già due o tre volte. Il Testo Unico del 1915 è durato sino agli anni Novanta, e oggi non si è in grado di tenere una norma per più di un anno così da fare seria programmazione? Nel Finalese il processo dell’Unione dei Comuni potrebbe essere una risorsa ma, come in tutti i casi, funzionerebbe se fosse un atto dal basso, un atto di autonomia, e non un provvedimento impositivo calato dall’alto”.
Alessandro Revello, sindaco di Vezzi Portio, caso emblematico di campanile sotto i 1000 abitanti, osserva: “Siamo interessati in maniera diretta dal decreto 138 e siamo qui per ascoltare nel dettaglio questa nuova normativa che ci riguarda. L’articolo 16 è fatto di molti commi che interessano nel dettaglio i mini Comuni. Ci sono incongruenze che speriamo siano sanate in tempi brevi. Auspichiamo inoltre che la Regione vari la propria legge che, pur rispettando l’inquadramento nazionale, può rivelarsi migliorativa nel dare attuazione agli articoli generali che, appunto, sono di difficile applicazione”.
“I Comuni rischiano di perdere competenze che attualmente la gente esige come priorità per il proprio territorio – aggiunge Revello – Dobbiamo fare passi per realizzare risparmi e dare servizi, ma allo stesso tempo è difficile. Con Finale Ligure sono già consolidati diversi servizi, a partire dal Distretto sociale. Ci preoccupa invece la messa a sistema della parte finanziaria o di servizi più complessi. E i tempi, purtroppo, sono stretti”.