
Savona. Prosegue la polemica in merito al libro “Mamma vado a vivere in Italia”, finito al centro delle critiche dell’assessore regionale Gabriele Cascino, che aveva puntato il dito contro certi brani del volume colpevoli a suo dire di “umiliare la comunità rumena”.
A dire la sua oggi è intervenuto anche il curatore dei testi Alberto Barbiero che ha sottolineato: “Pronunciarsi in maniera decisa contro qualsiasi cosa o situazione senza averne approfondita la conoscenza costituisce errore. Nel caso dell’assessore Cascino è ancora più grave poiché divulga la sua opinione inesatta e denigratoria a mezzo stampa approfittando della sua carica politica creando tensioni tanto inutili quanto spiacevoli ed infondate con la comunità romena”.
“Se avessimo scritto di un ingegnere nucleare romeno, di un medico specializzato in chirurgia estetica marocchino, di una grande manager somala…il politicante di turno all’opposizione dell’amministrazione provinciale del momento, avrebbe scritto oggi che il testo è inutile poiché lontano dalla realtà delle sofferenze di un immigrato e avrebbe parlato di retoriche ecc… la morale che da settimane ci giunge a mezzo stampa è mera strumentalizzazione politica ed i moralizzatori non hanno letto il testo”.
Barbiero puntualizza il fondamento del libro: “Due concetti ci sono alla base, la dignità umana, dunque l’umanizzazione del termine immigrato e l’empatia, con il conseguente tentativo di sensibilizzazione verso l’immigrazione. Un architetto, un politico, un dottore o una prostituta hanno uguale dignità come esseri umani: l’architetto potrebbe con il suo operato distruggere irrimediabilmente uno scorcio di paesaggio, un politico potrebbe essere fazioso o semplicemente inadatto e causare danni con le sue dichiarazioni, una prostituta potrebbe esercitare l’attività solo poiché violentemente forzata ed un dottore operare solo per denaro dimentico del giuramento di Ippocrate. Dimostrazione che il valore umano è ben altra cosa rispetto all’occupazione del momento”.
“Noi abbiamo scelto di raccontare quella cosa ‘bastarda’ che può essere l’emigrare, ponendo l’accento su come spesso sono i migliori che si muovono dalle loro terre d’origine. Le nostre storie sono tutte incentrate sulla forza del gesto dell’andare via. Hamid Ziarati, scrittore di fama e lui stesso immigrato scrive del libro: “…ogni racconto rigetta l’idea di sopravvivere solo perché si ha paura di andare contro all’ignoto…” di quello abbiamo orgogliosamente scritto e forse proprio la storia di Anna, di origine romena ne è la sintesi. E’ donna di estremo coraggio e generosità, incappata non solo nel suo aguzzino ma anche nell’inadeguatezza politica e culturale di due stati, come l’Italia e la Romania che non riescono ad occuparsi concretamente di prostituzione. Chiunque legga la storia di Anna e l’introduzione alla stessa, noterà che non compare mai la parola prostituta, nemmeno nel titolo, cosa importa è chi è lei veramente. Quella sorte potrebbe toccare a chiunque, ad una madre, ad una sorella, ad una figlia. Ci siamo chiesti per ogni racconto se siamo riusciti a far prevalere l’aspetto umano e suscitare empatia nel lettore e viste le reazioni commosse dei veri lettori abbiamo pensato di esserci riusciti” conclude lo scrittore di “Mamma vado a vivere in Italia” Alberto Barbero.