
Savona. La mensa di fraternità sospende per un mese il servizio alla sera. In seguito ad accordi con l’assessorato alle politiche sociali del comune di Savona, la Caritas diocesana e la Fondazione Comunità servizi hanno deciso di servizio del Centro Diurno la Cometa e della somministrazione del pasto serale dal 17 ottobre al 14 novembre prossimi. Resterà invece aperta la somministrazione del solo pasto di mezzogiorno. Questo periodo di chiusura darà modo di ristrutturare e rinnovare l’accoglienza alle persone che usufruiscono della struttura.
“La Mensa di Fraternità nasce nel 1986 da parte della comunità ecclesiale come risposta ad un bisogno di accoglienza e ospitalità nei confronti di chi vive per strada- spiegano in un comunicato don Adolfo Macchioli, direttore Caritas Savona e Maurizio Raineri, presidente Fondazione ComunitàServizi – La sua prima collocazione era la parrocchia di S.Giuseppe nell’Oltreletimbro. Verso la fine degli anni ’90, in seguito alla stipulazione della convenzione con il Comune di Savona, viene spostata nei locali della mensa ex ECA in via De Amicis creando così un unico centro che fornisse pasti caldi sia a pranzo, continuando l’assistenza del Comune, sia a cena, proseguendo la gestione del volontariato. La Mensa di Fraternità ha così proseguito ininterrottamente il suo servizio 365 giorni all’anno: tra il 2008 e il 2009 si è temporaneamente spostata presso i Cappuccini di Savona per lavori di ristrutturazione dei locali a carico dell’amministrazione Comunale”.
“A partire dal 2001, presso i locali della mensa, prende avvio il Centro Diurno di solidarietà “La Cometa”, un servizio di accoglienza pomeridiana dalle 16 alle 18.30 offrendo la possibilità di consumare bevande calde e fredde, avere uno spazio di intrattenimento e relazione tra loro e con i volontari preposti al servizio – proseguono – grazie alla ristrutturazione del 2008-2009 oggi è possibile usufruire anche di un dignitoso servizio docce e lavanderia. Il servizio della Mensa e della Cometa è costruito su un’accoglienza di circa 50 persone, potendo benissimo venire incontro a richieste occasionali superiori alla capacità di accoglienza. In questi ultimi due anni siamo progressivamente passati da un numero medio di pasti di poco inferiore ai 50 alla quantità odierna che si assesta sui 80-90 pasti per turno, con punte sino ai 120. Considerando il pranzo e la cena arriviamo ad una media che si avvicina ai 200 pasti giornalieri ponendo immediatamente difficoltà non solo nella gestione della cucina e dei servizi, ma soprattutto nell’accoglienza delle persone”.
“In seguito a colloqui intercorsi con il Comune di Savona nella persona dell’assessore Isabella Sorgini e dei suoi tecnici, abbiamo deciso di sospendere il servizio del Centro Diurno la Cometa e della somministrazione del pasto serale dal 17 ottobre al 14 novembre – spiegano Macchioli e Raineri – resterà aperta la somministrazione del solo pasto di mezzogiorno fornendo così almeno un pasto caldo nella giornata a chi avesse bisogno e fornendo un sacchetto viaggio con panini o simili per le persone che eccedessero la nostra accoglienza. Siamo certi che, come avviene anche normalmente, si possa fare affidamento anche sulla rete dei Centri di Ascolto, sulle parrocchie, san Vincenzo e gruppi caritativi che continuano a prestare la loro assistenza a quanti bussano alla loro porta”.
“Questo tempo sarà utile per ristrutturare e dare nuova forma all’accoglienza delle persone che usufruiscono della Mensa: in questi anni infatti i poveri presenti sul nostro territorio hanno cambiato volto e la povertà ha rivelato aspetti diversi – precisa la nota – oggi si fa sempre più fatica e risalire la china dell’emarginazione: mentre si assottiglia sempre più il confine tra il benessere e la povertà, per chi si trova già in questa fase assistiamo a processi di cronicizzazione delle problematiche invece di vie d’uscita. Insieme alla mancanza di beni e risorse per la sopravvivenza dobbiamo registrare anche la piaga dell’alcool e della malattia mentale che rendono più difficile, a volte peggiorano, al condizione di molti poveri”.
“Ci auguriamo che questo tempo di rielaborazione del servizio ci aiuti ad accogliere e accompagnare meglio queste persone che abitano il nostro territorio e di fronte non possiamo restare indifferenti – concludono – esprimiamo al tempo stesso forte preoccupazione per i cosiddetti “tagli” della finanziaria che non vorremmo vedere addosso alle risorse per queste problematiche, risorse che sono veramente una parte marginale del bilancio dello stato e il cui taglio non porterebbe alcun giovamento se non il peggioramento della sicurezza dei nostri territori. Auspichiamo invece che i servizi primari di lotta e contrasto alla povertà non vengano cancellati dalla mancanza di risorse”.