
Genova. “Se non fosse stato fatto un lavoro diplomatico e non si fosse dialogato nei giorni scorsi con diverse realtà in crisi, oggi sarebbe stato difficile arrivare qui a inaugurare il Salone Nautico”. Lo ha affermato, nel corso della cerimonia di inaugurazione della 51/ma edizione della rassegna il presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando.
“Sono veramente preoccupato – ha esordito il governatore Ligure -. Credo che sia venuto il momento di parlarsi molto chiaro. Temo che la situazione sia destinata a peggiorare, quando finiranno le risorse pubbliche residue e non ci saranno più soldi per niente, dal sociale, alla cultura, al trasporto pubblico”. “La Liguria, che movimenta più del 60% della merce che si sbarca in questo Paese, sa che cosa può dare all’Italia – ha proseguito – ma deve essere messa in condizione di farlo. C’é bisogno di poche scelte chiare. Non prenderle non significa che si vuole male alla Liguria ma che il Paese vuole male a se stesso”.
Burlando ha ribadito la necessità che sia possibile contare su un minimo di autonomia fiscale dei porti e che vengano presi provvedimenti per favorire settori economici vitali per l’Italia, quali la cantieristica e la nautica. “Peggio della crisi c’é solo l’incertezza. Cosa vogliamo dire ai lavoratori di Fincantieri e all’indotto? Dobbiamo saperlo. Così come deve essere chiaro quello su cui possiamo davvero contare: dove si è deciso di tagliare, si taglia, ma non credo sia più possibile accordarsi, per esempio, con il ministro Calderoli il 16 dicembre dell’anno scorso su 50 milioni da destinare al Trasporto Pubblico Locale e – a ottobre 2011 – non aver visto ancora niente”.