
Regione. Con 21 voti favorevoli, 10 contrari (centrodestra) e 1 astenuto (Franco Rocca, Pdl) è stata approvata la proposta di deliberazione “Piano territoriale di coordinamento paesistico – proposta di approvazione della Giunta regionale al Consiglio regionale della variante di salvaguardia della fascia costiera”.
Questa variante di salvaguardia della fascia costiera modifica parzialmente le delibere adottate nel 2009, in cui erano state fissate limitazioni urbanistiche in 82 Comuni, soprattutto della zona costiera della Liguria, pari a 92 chilometri quadri di territorio. In particolare era stata prevista una maggior tutela dei valori paesistici e naturalistici: erano state, infatti, individuate, all’interno degli ambiti d’insediamento sparso di mantenimento (i cosiddetti Isma), due zone dove l’ampliamento urbanistico era interdetto. Nella prima, denominata Is Ma Saturo, non era più possibile edificare a causa della densità già presente. Nella seconda, indicata come Is Ma Cpa, la nuova edificazione era impedita in considerazione dei corridoi verdi tra costa ed entroterra (Corridoi paesistico ambientali). Di particolare rilievo è la nuova qualificazione dei Corridoi paesistici. Sarà richiesto ai Comuni, dando, quindi, loro maggiore autonomia, di individuare, entro un anno dall’approvazione della variante, i nuovi criteri di sviluppo di natura paesistica.
Annunciando il voto contrario del Pdl, Marco Melgrati ha detto: “Siamo contrari, non per i contenuti, ma per il modo con cui è stato costruito questo provvedimento, reso immediatamente esecutivo, senza interpellare la Provincia, che è l’ente deputato alla pianificazione. L’ex assessore all’urbanistica Ruggeri, senza ascoltare comuni e provincia, fece una delibera blitz con un iter a tavolino che non teneva conto delle peculiarità dei comuni e ignorava il piano esistente e condiviso. Oggi si approva una variante al Ptcp che di fatto è esecutiva da mesi e che libera interventi urbanistici sul territorio che erano bloccati. Io uscirò dall’aula per ragioni di opportunità legati alla mia professione di architetto”.
Di avviso opposto Massimo Donzella (Noi con Claudio Burlando), presidente della VI Commissione ambiente e territorio, che ha difeso il provvedimento: “La variante è un provvedimento importante che ha saputo prevedere, con intelligenza e lungimiranza, misure di salvaguardia della fascia costiera. Nel 1990, la Liguria, forse prima in Italia, approvò il piano territoriale di coordinamento paesistico. In vent’anni le edificazioni hanno modificato, spesso sostanzialmente, alcune aree. La fascia costiera, più fragile, aveva bisogno di tutele, poiché è stata modificata in modo determinante. Nel 2009 la Regione ha proceduto a una variante proprio per impedire che le edificazioni in atto potessero depauperare ulteriormente la costa. Questo provvedimento coinvolge 82 comuni, con 352 osservazioni, la cui quasi totalità è stata accolta dalla Regione in un rapporto di confronto e condivisione. I numeri lo dimostrano: la variante riguarda 92 km quadrati e le divergenze hanno riguardato 2 km quadrati dell’intera regione. Sette comuni su 82 hanno chiesto di essere ascoltati in commissione e quattro sono rimasti soddisfatti. È quindi aprioristico sostenere che questo intervento sia negativo. Protagonisti sono proprio i Comuni che avranno la possibilità, in qualità di profondi conoscitori delle caratteristiche del territorio, di agire nel migliore dei modi, contribuendo nel contempo allo sviluppo del territorio e alla salvaguardia ambientale dello stesso”.
Aldo Siri (Liste civiche per Biasotti presidente) ha annunciato il voto contrario del suo gruppo: “Non ci sono da parte mia dei preconcetti quando si cerca di dare risposte ai territori, ma è assolutamente necessario in Liguria mettere fine all’edificabilità e all’invasione delle costruzioni, specie sulle coste, economicamente più appetibili. Oltretutto in presenza di numerosi fabbricati abbandonati. Continuare a costruire impedisce di valorizzare turisticamente il territorio. Occorre riscoprire valori di buon senso a difesa del territorio, nel rispetto delle legittime necessità delle amministrazioni”.
L’assessore all’urbanistica e vicepresidente della Giunta Marylin Fusco ha detto: “Capisco che il momento del Consiglio diventi facilmente palcoscenico per fare demagogia sulle speculazioni edilizie. Non ha senso ciò che dice Siri: stiamo varando un provvedimento, in base a scelte dei singoli comuni, e sulla base di verifiche fatte dagli uffici regionali per oltre un anno”.