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Economia

Consiglio regionale: approvati l’assestamento di bilancio 2011 e il rendiconto 2010

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Consiglio regionale: approvati l’assestamento di bilancio 2011 e il rendiconto 2010
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Regione. Con 21 voti a favore e 12 contrari (centrodestra) sono stati approvati, con alcuni emendamenti della giunta, il disegno di legge “Rendiconto Generale dell’Amministrazione della Regione Liguria per l’esercizio finanziario 2010” e il disegno di legge “Assestamento del bilancio di previsione della Regione Liguria per l’anno finanziario 2011 ai sensi dell’articolo 35 della legge regionale 26 marzo 2002, numero 15 (ordinamento contabile della Regione Liguria)”.

Il rendiconto dell’attività finanziaria e patrimoniale svolta nell’esercizio finanziario dalla Regione consente una verifica del grado di attuazione delle previsioni di bilancio e fornisce indicazioni sia sulla situazione economico-finanziaria dell’ente sia sull’andamento della gestione nel suo complesso e nei vari settori di attività.

L’esercizio finanziario 2010 si è chiuso con un saldo finanziario attivo pari a 639.684 migliaia di euro, con un decremento di 57.400 migliaia di euro.

La gestione delle entrate, al netto delle partite di giro, registra un totale delle previsioni definitive pari a circa 6.123.698 migliaia di euro, comprensivi dell’avanzo presunto lordo del precedente esercizio finanziario di 876.919. Circa l’80% della previsione definitiva delle entrate discrezionali, 3.061.494 migliaia di euro, sono entrate derivanti da tributi propri, dal gettito di tributi erariali o da quote devolute alla Regione. Il 15,96% è costituito da entrate derivanti da contributi e trasferimenti di parte corrente dell’Unione Europea, dello Stato e altri soggetti, per 463.452 migliaia di euro.

Il 28% circa (1.673.238 euro) della spesa effettiva (cioè al netto di partite di giro e della componente negativa) è di natura vincolata, mentre il 72% (4.270.570) è discrezionale. La sanità da sola incide per il 63% circa della spesa effettiva totale. Al netto della spesa sanitaria, le voci principali riguardano la programmazione comunitaria statale e regionale (34%), la gestione (28%), la mobilità e i trasporti (15%). La struttura della spesa ricalca all’incirca quella dello scorso anno. La spesa in conto corrente ha impegnato l’85%, la spese in conto capitale il 36%, la spesa per i mutui il 78%.

Nella relazione di maggioranza Alessio Cavarra (Pd), presidente della II Commissione programmazione e bilancio, ha detto: “Prima di analizzare le rilevazioni consuntive – ha detto – è opportuno ricordare che la formazione del bilancio 2010 è stata caratterizzata da un quadro finanziario molto difficile, che ha scontato una forte riduzione dei trasferimenti statali, con una riduzione delle risorse discrezionali di oltre 70 milioni di euro in meno nel 2010 rispetto al 2009, che, peraltro, la Regione non ha potuto compensare con proprie risorse. A questo si sono aggiunti i pesanti contraccolpi delle misure finanziarie adottate dal Governo con il decreto-legge 78/2010, cui la Regione ha dovuto fare fronte ridimensionando la propria capacità di intervento. I tagli della manovra del Governo ha infatti inciso sensibilmente sulle funzioni delegate alla Regione ed ha notevolmente ridotto la capacità di investimento dell’Ente, tagliando anche i finanziamenti per investimenti e i fondi Fas, compromettendo le politiche di sviluppo regionale. Si è quindi imposta la riprogrammazione di tutti gli impegni di spesa da finanziare nell’ambito dell’esercizio finanziario, bloccando ogni maggiore spesa per personale, acquisto di beni e servizi ed ogni ulteriore impegno di spesa sui fondi Fas ed a favore degli enti locali, gravati dai forti limiti di spesa a causa del Patto di stabilità. Impatto sui servizi e le funzioni già attivati con difficoltà in passato. Si è poi reso inevitabile attuare, già nel corso dell’anno finanziario 2010, i contenimenti di spesa previsti dall’art.6 del D.L. 78/2010, scongiurando così il taglio di oltre 16 milioni di euro. I tagli mettono a rischio le attività della Regione e le prospettive di sviluppo della Liguria sono a rischio per il taglio dei fondi Fas. Non sono solo i bilanci futuri a preoccupare: non ci sono garanzie per i fondi a sostegno del trasporto pubblico locale e per gli investimenti. Sul fronte sanitario la situazione è drammatica: sebbene l’introduzione dei ticket sia stata presentata come strumento facoltativo, per la Liguria era non solo indispensabile, ma insufficiente per coprire il deficit. La Liguria è, infatti, in questo settore tra le regioni che patiscono di più. In questa situazione non si possono mettere a bilancio risorse straordinarie, perciò questo assestamento ha consentito solo una funzione ricognitiva ed è destinato a ulteriori verifiche rispetto all’evolversi della situazione economica del Paese. In questo quadro di incertezze e di tagli sempre più insostenibili, i bilanci sono precari. Credo che, senza correzioni sostanziali, la politica finanziaria del Governo mette a rischio la Regione stessa, auspico quindi solidarietà da parte dell’opposizione, anche alla luce delle critiche trasversali alla manovra finanziaria”.

“Il contesto internazionale – ha ricordato Lorenzo Pellerano, annunciando voto contrario di Liste civiche per Biasotti presidente – in cui nasce questo bilancio ci porta ad operare in una situazione stressata dagli eventi di matrice globale che, inevitabilmente, hanno ricadute su tutto il tessuto economico nazionale e, quindi, sulla Liguria. Non si può non riconoscere a questo Governo il rigore nella gestione dei conti. Alla luce di tali aspetti occorre ripartire al meglio le risorse a disposizione di modo da dare sostegno ai settori che risultano maggiormente colpiti dagli eventi di tensione economica, per cui va pianificata con attenzione la spesa economica e individuati i settori cui dedicare maggiore sostegno. L’aspetto cruciale, che potrà fare la differenza, riguarderà i tempi di realizzazione degli interventi, occorrerà, infatti, spendere rapidamente ciò che viene destinato in bilancio. Da un’attenta lettura del documento, infine, emerge come vi siano ampi margini di miglioramento per l’attività svolta dalla Regione per cui è necessario che questa venga attuata in maniera più efficace. Riteniamo – ha sottolineato Pellerano – che vi siano margini di miglioramento nel rendiconto, affinché l’attività della Regione sia gestita in maniera più efficace. Proprio in un contesto molto difficile, la Liguria ha ottenuto dal Governo le risorse per il ribaltamento a mare di Fincantieri, per la piattaforma Maersk a Vado, i fondi per i danni provocati dall’alluvione di Sestri Ponente e – è notizia di questi giorni – per la riapertura dei cantieri del Terzo Valico. Ci viene, dunque, chiesto di farci carico di una situazione difficile tutti insieme, ma non si può attaccare continuamente il Governo con polemiche sterili”.

“La manovra è minima, l’80% delle risorse finiscono su sanità e la Liguria non brilla né per lungimiranza, né per capacità di ottimizzazione – ha detto Edoardo Rixi (Lega Nord Liguria – Padania) – La ristrutturazione sanitaria non ha portato nessun risanamento economico, ma solo al peggioramento servizi ai cittadini. L’impatto della mala gestione sanitaria ha avuto forti contraccolpi sul bilancio complessivo. Liguria, che non genera più ricchezza, non saprà quindi generare servizi e la nostra regione, se produce poca ricchezza, produce anche poco prelievo fiscale. Abbiamo, quindi, pochi soldi da ricollocare ed un’alta evasione fiscale, poiché essa è più alta nei settori economici marginali e la Liguria è la regione del nord con la più alta percentuale di evasione fiscale. Chiediamo, quindi, alla Regione una maggiore sensibilità verso le imprese, dalla cantieristica alle piccole medie imprese. In questa manovra di assestamento, invece, gli unici interventi sulle piccole e medie imprese sono rivolti ad associazioni e cooperative, che già godono di una agevolazione proprio sull’IRAP mentre nulla é previsto per le aziende manifatturiere o produttive labour intensive, che garantiscono “ancora” lavoro a molti cittadini liguri. Eppure la difesa del tessuto imprenditoriale, commerciale ed artigiano deve essere una missione principale per i prossimi anni in cui la crisi non mollerà la sua presa sulle aziende del territorio. È chiaro che oggi la priorità deve essere riservata alla sanità, al sociale e al trasporto pubblici locale ma – si domanda Rixi – come potremo mantenere questi costi e questi servizi se non investiamo nel settore produttivo, nel privato, nelle imprese, nel lavoro? Ci sono tre livelli su cui intervenire: 1) Darsi delle priorità in questo momento di scarsità di risorse, mentre oggi nell’assestamento si notava che la Giunta cercava di tenere il piede in più scarpe senza dare vere priorità. 2) Lanciare proposte federaliste, mai recepite dando la possibilità ai comuni di gestire liquidità metterebbe energia in momento di crisi. Grazie al cielo la Lega non ha voluto che il federalismo non consentisse un aumento di tasse. 3) Cercare di liberare risorse presenti nel bilancio che non vengono utilizzate, anche con strumenti veloci e innovativi. Oggi, infatti, siamo adeguati a un sistema burocratico, in cui i fondi erogati giacciono nei cassetti e non sono gestiti in modo ottimale. Su questo dovremmo lavorare tutti, perché chiunque si troverà a governare la Regione incontrerà sempre queste difficoltà. Da qui a dicembre – ha concluso Rixi – dovremo cercare di modificare le cose che non vanno”.

Annunciando il voto contrario del Pdl, Luigi Morgillo, ha ricordato: “Si sottovaluta un dato del rendiconto: la parte più consistente dell’avanzo 2010 è stato imputato come anticipo nel bilancio 2011. Ben 71 milioni di risorse sono stati riprogrammati e sono risorse di spesa corrente: si tratta di soldi non spesi nel 2010, nonostante le lamentele e i tagli. Vuol dire che questo ente non riesce a spendere neanche i soldi correnti. Ci sono capitoli di bilancio a zero: viabilità minore e ambiente, dissesto idrogeologico a zero. Quando sarà fatta una vera manovra capace di rispondere alle vere esigenze dei liguri? A novembre non si possono più fare variazioni e in un mese e mezzo il Consiglio non ha il tempo. Contesto questo modo di lavorare. Il bilancio di previsione 2011 è stato approvato alla vigilia di una manovra finanziaria nazionale che riduceva i trasferimenti statali ma che, a seguito di intese tra Governo e Conferenza delle Regioni, aveva lasciato aperte possibili ulteriori entrate per le Regioni, in particolare per il trasporto pubblico locale. Successivamente è stata approvata la manovra economica per il 2012. In tale documento viene riconfermato lo stanziamento di 314 milioni di euro per il 2011 in materia di trasporto pubblico locale e viene istituito un fondo per tale settore di 400 milioni per il 2012. Non avendo di fatto potuto fare la programmazione di tali risorse, quasi tutte le Regioni hanno temporeggiato nell’approvazione dell’assestamento. La Regione Liguria ha, invece, deciso di deliberare l’assestamento senza tener conto di tali entrate che sono quantificate 50 milioni di euro circa. É un errore non iscrivere a bilancio almeno in parte questo importo e potere così rimpinguare alcuni capitoli che nel bilancio di previsione erano rimasti a zero. Invece, per quanto riguarda i fondi fas, l’errore è stato del presidente Claudio Burlando che nel 2008 sul sito di Regione aveva garantito che i soldi c’erano e ha ingenerato aspettative. Per quanto riguarda i fondi della sanità, questi sono parte essenziale del bilancio e non possono essere trattati separatamente: non abbiamo visto i conti economici della spesa sanitaria del secondo trimestre, perché devono prima passare da Roma. Secondo, però alcune pervisioni pubblicate dai media, il disavanzo sarebbe di 170 milioni. Eppure nel rendiconto ci sono 50 milioni di euro, un tesoretto della sanità. Non è, quindi, credibile la litania sulla manovra Tremonti perché è chiaro che quando si tagliano 70 miliardi in quattro anni non possono che esserci critiche”. Morgillo ha concluso ricordando che “il rendiconto è l’occasione, dal punto di vista politico, di fare il punto sulla capacità della Giunta di dare attuazione ai propri programmi in base alle risorse assegnate e se l’esercizio 2010, a causa delle elezioni amministrative, c’è stata una obbiettiva difficoltà di programmazione della spesa, tuttavia si continua a registrare una notevole lentezza anche nell’erogazione dei fondi europei. La spesa corrente, soprattutto per quanto riguarda i trasferimenti agli enti locali, per esempio viene effettuata a fine esercizio, rendendo praticamente inutilizzabili tali risorse per l’esercizio di competenza”.

“Apprendiamo – ha detto Marco Melgrati (Pdl) – che c’è stato un avanzo di 70 milioni sul rendiconto poi distribuiti in assestamento, ma neanche un euro è stato messo sul contributo alla locazione quest’anno. Il sostegno alla locazione, infatti, è passato da 2 milioni a zero euro, eppure a livello statale il fondo è diminuito, ma non è stato azzerato. Neanche la legge che finanzia in conto interessi e in conto capitale le strutture turistiche ricettive è stata finanziata, significa che per alberghi e stabilimenti balneari non c’è una lira, anche se il settore è in crisi. Questo si aggiunge al fatto che anche col Piano casa si è persa l’occasione di dare a questo settore un po’ di respiro. Anche sullo sport non ci sono fondi. Se non vengono finanziate le leggi sul turismo e lo sport allora si possono eliminare due assessori, che, oltretutto, non sono stati eletti ma sono stati nominati dal presidente Burlando”.

L’assessore Sergio Rossetti ha detto: “Gli interventi dei relatori di maggioranza e minoranza mi pare richiamino questioni di merito rispetto ai due atti, ma sono state richiamate anche questioni che sono nell’agenda della politica, vista anche la situazione internazionale. Per quanto attiene il Rendiconto generale mi pare giusto rivelare un elemento che non è stato rilevato, ovvero che malgrado i disagi abbiamo chiuso il 2010 in pareggio, e abbiamo avuto anche la forza di sgravare l’aliquota regionale Irpef per i redditi sotto i 30 mila euro. In Commissione si è discusso molto sulla complessità del nostro Bilancio, e vorrei ricordare che il Bilancio 2010 è stato valutato dalle due agenzie di Rating che certificano il nostro bilancio: Moody’s e Standard and Poor’s. Le due agenzie hanno attribuito nell’esercizio finanziario 2010, in costanza con la valutazione dell’anno precedente, un rating rispettivamente pari a Aa3 e A+, cioè la stessa valutazione assimilata al rating attribuito ai titoli della Repubblica italiana che non può essere superata in quanto il bilancio delle regioni è compreso in quello nazionale. Malgrado tutto, coerentemente con la politica di sostegno al reddito delle famiglie liguri e il contenimento delle tasse sui redditi medio bassi intrapresa nella prima Giunta Burlando, si è confermata la diminuzione dell’Irpef di competenza regionale, per una riduzione di 34,6 milioni. E sempre nel 2010 siamo riusciti a tenere bassa l’aliquota dell’Irap, e siamo riusciti a salvaguardare il sistema sanitario. Ricordo anche una capacità di contrastare la crisi economica sia attraverso le misure dell’Assessorato al lavoro, le stabilizzazioni, ma anche la sostenibilità dei processi economici regionali. Per comprendere, invece, la consistenza dell’Assestamento proposto oggi dalla Giunta al Consiglio ricordiamo che in fase di approvazione del bilancio di previsioni per l’esercizio 2011 sono stati iscritti a copertura di relative spese per 71,1 milioni di euro corrispondenti alla previsione dell’avanzo di amministrazione per l’esercizio 2010. L’attuale assestamento – ha concluso l’assessore – riguarda circa 311 milioni di euro, che, se ripuliti dei fondi e delle reimpostazioni vincolate e dalle poste delle reimpostazioni obbligatorie, presenta un avanzo di gestione del 2010 di 73,3 milioni di euro. Pertanto per incrementare i capitoli di spesa rimane a disposizione in questo Assestamento l’esigua somma di 2,2 milioni di euro, che sono stati impiegati per sostenere i servizi sociali e il turismo”.

Redazione
2 Agosto 2011 alle 18:02
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