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Cinema in spiaggia a Noli: il capolavoro di Tim Burton “Il mistero di Sleepy Hollow” apre gli appuntamenti di agosto

Noli. Torna lunedì sera (1° agosto) l’appuntamento con la rassegna “Noli, i colori del cinema” presso la spiaggia dei pescatori. Saranno il laboratorio, condotto dalla Compagnia teatrale genovese Maniambulanti (parte della compagnia I piccioni), alle 20,30, e uno dei primi capolavori di Tim Burton, “Il mistero di Sleepy Hollow”, alle 21,30, i protagonisti del primo appuntamento di agosto con la rassegna, realizzata dal Comune di Noli, in collaborazione con l’associazione culturale no profit Kinoglaz.

Il Tim Burton conosciuto dal grande pubblico per La sposa cadavere, Alice nel paese delle meraglie e Batmann, nel 1999 realizza questo horror – non a caso il colore scelto per il nostro gioco è il nero – dai toni leggeri adatto ad un pubblico anche di bambini perché gioca con gli spazi narrativi costruiti secondo una serie di suggestive variazioni sugli archetipi figurativi della paura.

Il mistero di Sleepy Hollow con Johnny Deep e Christina Ricci è un film visivo che conserva il carattere della storia popolare e del classico della letteratura americana dal quale è tratto ma che rimane nel regno della fantasia. Una storia di genere che si racconta ai bambini a scuola o nelle feste di Halloween americane dove protagonista è un uomo che decapita le sue vittime in un bosco. Un film che gode, in ogni inquadratura di una qualità visionaria che lo dota delle più belle nebbie e foreste su cui un racconto gotico abbia mai potuto contare perché Burton, straordinario illustratore, non è mai a corto di risorse su come infittire di dettagli, incisioni, ombreggiature, incandescenze e rilievi un’immagine. I suoi personaggi sono altrettanto interessanti: qui il suo attore feticcio Johnny Deep è un detective chiamato a risolvere il diabolico mistero di una serie di assassini perpetrati da un cadavere senza testa. Vulnerabile come una vergine e indifeso come un capro sacrificale, è l’immagine del detective più disadattato e originale della storia del cinema: depositario di un’identità instabile e incerta che piomba nel caos della natura e della storia con il numero minore di capacità di difesa e comprensione che si possano immaginare.

Ambientato nel 1799 in un universo alle soglie di un cambiamento epocale, soprattutto nel finale strizza l’occhio ai contemporanei del film, trapassati in un nuovo millennio, alludendo ad un nuovo secolo di gioie e terrori. “L’idea eccellente del film è quella di portare il preadolescente, che popola il pubblico delle sale, in giro per la prima volta da solo per il mondo, come in un romanzo di formazione, per mostrargli quanto sia tremendo, famelico, pericoloso e selvaggio il mondo” affermò Mario Sesti sulla rivista Due.

“Di tutto il flm ricordiamo, per stimolare la visione, soprattutto l’incipit che dà l’impronta a tutta la narrazione: dense gocce rosse cadono pesantemente su una superficie ocra. L’impressione – per di più rafforzata dall’orizzonte d’attesa dello spettatore – è che si stia assistendo a un versamento di sangue. Invece si tratta di ceralacca fusa su cui viene impresso – a sigillo di una busta – Io stemma della casata dei Van Garrett. Il gioco degli spiazzamenti e dei capovolgimenti, tuttavia, non finisce qui, visto che poi quella busta lascerà effettivamente dietro di se una scia di sangue. Un pizzico di italianità in questo film che sicuramente prende come riferimento anche La maschera del demonio di Mario Bava per il potere delle immagini e per il modo col quale penetra nell’inconscio” spiegano gli organizzatori.

In caso di maltempo sotto la Loggia della Repubblica, a fianco del Palazzo Comunale.

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