
Cairo M. E’ ufficialmente partito il conto alla rovescia per l’edizione 2011 di Cairo Medievale, la manifestazione ligure che si pone ancora una volta come leader nella riproposizione di aspetti della cultura medievale. L’odierna visione del “sogno del medioevo” rivive in questa manifestazione, che è in programma dal 6 al 10 agosto, attraverso le forti emozioni che gli spettacoli sono in grado di suscitare nel pubblico. Alla base del tutto, scientificità e rigore filologico, unitamente al ricorso al mezzo di comunicazione che il medioevo utilizzava per trasmettere la cultura e cioè il simbolo, strumento a cui la teoria junghiana attribuisce la prerogativa di radicarsi nei più ascosi e profondi meandri della nostra mente.
Tema di questa edizione, organizzata come sempre dalla Pro Loco di Cairo Montenotte, presieduta da Massimo Fracchia con il supporto tecnico-organizzativo di Matteo Callegaro e Giorgio Bonfiglio, è la Carestia, indagata nel rapporto medioevo – attuale civiltà: un rapporto che ha evidenziato come nulla sia cambiato nel mondo, laddove precarietà, miseria e senso di timore per l’incerto futuro dei più si confrontano con l’avidità e le manovre fraudolente di pochi, atte ad assicurarsi il potere politico ed economico. Oltre a ciò, occorre evidenziare l’imbarbarimento morale e sociale che governa oramai la nostra civiltà, una carestia di valori che il medioevo ben conosceva e che si riflette in famosi incipit di canzoni satiriche del tempo, come nei Carmina Burana, composti da studenti: “Fas et nefas ambulant passu fere pari” (Giustizia e ingiustizia camminano pressoché di pari passo) ; “Veritas opprimitur, distrahitur et venditur Iustitia prostrante” (“La verità è annientata dal peso del giudizio, tradita e venduta da una giustizia mercenaria e corrotta) ; “Iste mundus furibundus falsa prestat gaudia” (Questo mondo di pazzi non offre più che false gioie) ; “In terra summus rex est hoc tempore Nummus” (Sulla terra il più potente re dei giorni nostri è il Denaro).
Ma una differenziazione delle cause che provocano le carestie esiste fra la cultura medievale e quella odierna: l’uomo medievale riteneva che fossero i peccati dell’uomo a far suscitare l’ira divina con le inevitabili conseguenze di punizioni esemplari, mentre le “carestie” odierne derivano dagli atteggiamenti speculativi e dagli interessi politici che minano la fiducia dell’uomo nell’uomo stesso.
Ritornando al medioevo e all’atteggiamento peccaminoso che provocava le punizioni, l’indagine sui Vizi Capitali risulta pertanto fondamentale, in quanto è attraverso di essi che il Demonio metteva in pratica il suo ruolo di grande oppositore, così come la Chiesa del tempo affermava. Inoltre la Carestia era uno dei Quattro Cavalieri dell’Apocalisse, secondo gli scritti di Giovanni, assieme alla Fame, alla Guerra e alla Pestilenza, concorrendo tutte alla grande deflagrazione della Carestia nel mondo. Questi dunque gli aspetti, Vizi Capitali e Cavalieri dell’Apocalisse, oggetto di indagine e di relativa messa in scena nell’edizione 2011 di Cairo Medievale.
Una grande mostra dal titolo “Le Armi della Guerra”. Dai Templari a Giovanna D’Arco. Armature per la difesa, armi bianche da assalto e armi da fuoco, curata dall’Associazione La Corte delle Spade avrà luogo per tutta la durata della manifestazione presso il Palazzo di Città. In esposizione armature complete e parti di esse per fanti e cavalieri, corsaletti da fante, corazze, elmi ed elmetti, segrete, maglie di ferro, pettorali, scarselle, scuri da guerra e da guastatore, scuri inastate, alabarde, spiedi-alabarde, picche, forche da breccia, ronconi, falci da guerra, spuntoni, mazze ferrate, spadoni, spade, pugnali, daghe, spingarde, archibugi, cannoncini, ecc.
Nelle serate di sabato 6 e martedì 9 agosto, Via Roma diventerà il teatro di una grande parata sui Vizi Capitali e i Cavalieri dell’Apocalisse, interpretati con l’adesione alla loro più pregnante iconologia, così come desunta da trattati rinascimentali, fra cui l’Iconologia di Cesare Ripa, summa delle concezioni iconologiche sviluppate fin dal medioevo. Questo Trionfo de’ Vizi verrà proposto dalla Compagnia Ludendo Intellego di Cairo Medievale, assieme alle compagnie professioniste presenti nelle due serate indicate, la Compagnia dei Riuniti sabato 6 e la Compagnia Teatrale Atmo martedì 9 agosto. Prenderà inoltre parte al Corteo, che prevede grandi strutture in movimento, la Compagnia Atmosfera Danza diretta da Gabriella Bracco.
Sabato sera 6 e domenica 7 agosto alle ore 22, Piazza della Vittoria ospiterà lo spettacolo Dal profondo degli Abissi, proposto dalla Compagnia dei Riuniti, incentrato sul mito della creazione e della distruzione nella cosmogonia pelasgica, olimpica, cristiana ed esoterica. Si tratta di un grande affresco, realizzato attraverso spettacolari abiti fluorescenti e macchine pirotecniche, incentrato sulla punizioni divine dovute ai peccati dell’uomo così come troviamo nei maggiori miti europei.
Lunedì 8 agosto sarà la serata dedicata alla Guerra, con una scuola d’armi, un piccolo esercito che si stabilisce nel borgo con al seguito giullari e falconieri; questi ultimi realizzeranno un’esibizione di volo dei rapaci notturni e un’esposizione di rapaci che proseguirà anche nelle serate successive. Martedì 9 agosto, nella stessa Piazza Vittoria e sempre alle 22, verrà messo in scena lo spettacolo Carestia, a cura della Compagnia Teatrale Atmo, una delle più importanti compagini professioniste italiane, ospite da sempre presso i maggiori festival internazionali. La tematica è quella della scelta fra il Vizio e la Virtù, così come descritta nel mito di Ercole, dove un’umanità tesa ad affrontare le avversità della natura e del divino riuscirà a sconfiggere la carestia grazie al suo incontro con Dio. Prenderanno parte allo spettacolo anche le Compagnie Ludendo Intelligo di Cairo Medievale e Atmosfera Danza.
Sempre martedì 9 agosto, al termine del precedente spettacolo (indicativamente ore 23,15), verrà proposta in Piazza della Vittoria La Battaglia per il Pane che vedrà protagonista il pubblico il quale, diviso in due schiere, avrà la possibilità di giocare alla guerra poiché giocare significa ritornare al proprio stato di fanciullo, a quella condizione primigenia di innocenza che è la più bella prerogativa che i bambini possiedono.
Il giorno finale della manifestazione, mercoledì 10 agosto, si presenta ricco di appuntamenti ad iniziare con il concerto-spettacolo Musica Barbara dell’Ensemble Diabula Rasa (Piazza della Vittoria, ore 22 e 23) che eseguirà musiche medievali rivisitate in stile “barbarico” attraverso il ricorso alle moderne tecnologie elettroniche, in grado di far ballare il pubblico presente in un crescendo di forti e ancestrali emozioni. Alle ore 22,30 sul Lungofiume Bormida l’appuntamento con il grandioso spettacolo di fuochi artificiali che caratterizza la manifestazione fin dal suo nascere e che questa’anno reca il titolo di Alla Guerra d’Amore, incipit di una canzone del celebre musicista Claudio Monteverdi, preso a prestito quale invito rivolto al pubblico affinché nell’animo di ciascuno trionfi la guerra degli affetti e non quella della violenza e della follia.
Particolare attenzione nell’edizione 2011 è stata dedicata ai bambini: ogni serata infatti prevede un intrattenimento specifico loro dedicato, che li porterà a contatto con realtà sicuramente insolite: sabato e domenica alle 19 un grande Gioco dell’Oca in Piazza della Vittoria, il lunedì la Scuola d’armi nell’anfiteatro con il conseguimento del “Diploma di cavaliere” agli allievi più valorosi, il martedì l’intrattenimento con i giullari nell’accampamento di Piazza XX Settembre e nell’anfiteatro e con la grande Battaglia, per finire il mercoledì con la Scuola di Falconeria che porterà i più piccoli a contatto con i rapaci per conoscerne caratteristiche e peculiarità, fino a tenerli sulle proprie braccia e condurli in volo.
Il quadro si completa con la parte gastronomica: la ormai famosa Cena Itinerante sulle 26 taverne disseminate nel centro storico, ognuna con un piatto tipico, ove è il visitatore a comporsi il menu sulla base dei propri gusti, spostandosi da una taverna all’altra.
Una manifestazione ricca quindi di contenuti e di spettacolarità che non mancherà ancora una volta di divertire e nel contempo far riflettere le miglia di persone che annualmente la frequentano. La direzione artistica, affidata come sempre al medievista e iconologo Andrea Vitali, e la consulenza storica dell’Associazione Le Tarot, che annovera fra i suoi componenti importanti personalità della cultura medievale, come il prof. Franco Cardini, sono d’altronde sinonimi di una serietà scientifica a cui da tempo gli organizzatori della Pro Loco (ed il pubblico) sono stati abituati.