
Varazze. “La gente comincia a perdere la pazienza, senza contare che la ricostruzione comporta dei lavori faraoinici per i quali non si vedono ancora le risorse per la progettazione e messa in opera. Speriamo che alla Regione i fondi per l’alluvione arrivino in questi giorni, in modo da iniziare la programmazione degli interventi”. Lo dice il sindaco di Varazze Giovanni Delfino, che ha fatto il punto sulla situazione nella cittadina del levante savonese ancora alle prese con le criticità del post-alluvione.
“Vedremo se intanto la Regione potrà anticipare dei soldi per lo start-up dei progetti più urgenti, come sulla collina della frazione di Casanova, dove la situazione resta difficile. Inoltre saranno necessari lavori strutturali sui rii, con nuove portate e dimensionamenti per reggere a nuove e possibili forti piogge. Su questo fronte il Comune, utilizzando i 200 mila euro stanziati dalla Regione per i lavori sul Teiro, ha avviato uno studio di progettazione organico grazie ad un pool di specialisti, che dovrebbe concludersi per la fine dell’estate” aggiunge il sindaco Delfino.
“Chiaramente aspettiamo i fondi, non solo per la parte pubblica (il 70%), ma anche per i privati (30%) che attendono risposte per le loro attività fortemente danneggiate. Tuttavia senza i soldi non si può appaltare e far partire i lavori, e non voremmo trovarci in questa situazione nel prossimo autunno, quando potrebbero verificarsi altre piogge intense” sottolinea ancora il primo cittadino di Varazze.
I cittadini delle zone collinari intanto hanno costituito un Comitato: nel mirino la deviazione su un terreno privato lungo la strada provinciale in località San Pietro, che crea inevitabili disagi: “Li capisco, li ricevo e li ascolto, ma ripeto che senza le risorse è difficile fornire risposte concrete”.
Quanto alle ripercussioni sulla stagione turistica varazzina: “Direi che conseguenze dirette non c’e ne sono state, le zone del litorale e del centro ovviamente sono a posto. Molti visitatori, anzi, sono incuriositi da quanto è successo lo scorso ottobre e chiedono informazioni. Ovviamente se si spostano nel nostro immediato entroterra possono vedere in prima persona la nostra complicata situazione” conclude Delfino.