
Savona. Nell’occhio della magistratura da tempo e su più direttrici, la Scavo-Ter è l’azienda principale nel settore del movimento terra in provincia di Savona. Pietro Fotia, uno dei titolari, è finito nelle maglie dell’operazione “Dumper” della guardia di finanza per il suo ruolo in un sistema presuntamente irregolare di appalti pubblici: è stato arrestato con l’accusa di corruzione, dichiarazioni fiscali fraudolente e falsità in atti pubblici in concorso.
L’associazione “Casa della Legalità”, che si occupa delle infiltrazioni malavitose in Liguria, ha sempre associato i Fotia stanziati nel Savonese con accuse pubbliche: “Operano principalmente nel ponente dove il racket incendia i mezzi nei cantieri, ma non quelli dei Fazzari e Gullace o degli amici di Mamone, Guarnaccia e Stefanelli. Quando gli appalti e le concessioni le hanno loro, tutto fila liscio” hanno dichiarato i responsabili della Onlus.
Tutto respinto dallo stesso Pietro Fotia: “Tutto ciò che ho fatto con i miei fratelli è stato costruito dal nulla. Certo che ogni tanto ci rechiamo al paese natio, Africo; cosa dovremmo fare, soltanto perché si parla di mafia, ripudiare la nostra terra d’origine? Sfido chiunque a sostenere che intratteniamo rapporti con gruppi malavitosi. Semmai vorrei dire a voce alta che vivo per un riscatto umano e morale”.