
Vado Ligure. “Abbiamo sempre sostenuto che il progetto di Tirreno Power discusso in conferenza dei servizi fosse insufficiente, quello presentato ieri segna invece un decisivo passo in avanti”. E’ il commento di Francesco Rossello, segretario generale Cgil Savona e Fulvio Berruti, segretario generale Filctem-Cgil Savona in merito alla posizione espressa ieri dall’azienda vadese che ha accettato la proposta regionale sull’ampliamento e la riduzione degli inquinanti, rilanciando sulle modalità costruttive: nuovo gruppo a carbone da 460 Megawatt, demolizione e ricostruzione dei due vecchi moduli da 330 Mw con un investimento pari a 1 miliardo e 200 mila euro per il carbone e 200 mila per le rinnovabili.
“Pensiamo sia utile che l’azienda presenti il nuovo progetto ai sindacati in un incontro specifico e per questo Filctem Cgil Flaei Cisl e Uilcem Uil hanno già avanzato la richiesta di convocazione di un tavolo. Tuttavia, stando a quanto emerso dalla conferenza stampa di ieri, l’aumento dell’investimento e la riduzione dell’impatto ambientale costituiscono importanti presupposti perché la trattativa prosegua e arrivi ad una soluzione condivisa che tenga conto della necessità di definire meglio gli aspetti legati alle tecnologie applicate, a tempi e modalità di costruzione” proseguono Rossello e Berruti.
“I dati sulla riduzione dell’impatto ambientale devono essere verificati ed inequivocabili. I monitoraggi non solo devono essere garantiti e affidati ad un soggetto pubblico, ma è necessario definire le sostanze da rilevare e le modalità di rilevazione in maniera che i dati che ne scaturiranno siano oggettivi e non opinabili. Anche le ricadute occupazionali vanno contrattate e va fatto ora. In particolare, noi vogliamo che ci siano precise garanzie per l’indotto savonese, consapevoli che un investimento simile potrebbe essere fondamentale per le tante aziende piccole e piccolissime che in questo momento sono in crisi. Le garanzie per quelle imprese e, soprattutto, per i loro dipendenti, devono essere chiare e definite in questa fase” continuano Rossello e Berruti.
“La via di un accordo con la Regione che preveda il totale rifacimento dei gruppi a carbone è l’unica strada attraverso la quale dare risposte sia ambientali che occupazionali senza mettere in conflitto lavoro e salute. Altre vie più radicali non sono percorribili e una chiusura negativa della conferenza dei servizi difficilmente aprirebbe la strada ad altre soluzioni ma, molto più facilmente, finirebbe per lasciare tutto così come è. Pertanto ci auguriamo che le istituzioni non si iscrivano alla fiera del sì o del no ma riprendano da subito una trattativa sul “come” considerando che con la riduzione dell’impatto ambientale e l’aumento dell’investimento c’è davvero la possibilità di arrivare ad un’intesa positiva prima di tutto per il territorio” concludono Rossello e Berruti.