Savona. Nell’ambito delle celebrazioni del “Giorno della Memoria”, si è tenuta oggi, presso la Prefettura di Savona, la cerimonia di consegna delle medaglie d’onore, ai cittadini italiani, militari e civili, deportati ed internati nei lager nazisti e destinati al lavoro coatto per l’economia di guerra.
L’evento si è svolto alla presenza del Sindaco di Savona Federico Berruti, del Prefetto di Savona, Claudio Sammartino, di numerosi sindaci dei decorati, dei Responsabili delle Forze dell’Ordine e dei rappresentanti della Conferenza Permanente delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, dell’associazione Nazionale Ex Deportati Politici nei Campi Nazisti, dell’A.N.P.I., dell’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea e della Federazione Provinciale dell’Istituto del Nastro Azzurro.
Le Medaglie d’Onore, conferite dal Presidente della Repubblica, sono state consegnate personalmente o alla memoria a tre savonesi deportati: Angelo Parodi di Quiliano, Angelo Vittorio Pastorino di Albenga e Nicolò Soffiotto di Varazze.
Angelo Vittorio Pastorino di Albenga, nato nel 1906 e deceduto a Mauthausen il 19 novembre 1944, fu deportato nel gennaio 1944 ed internato a Savona, Genova, Modena, Mauthausen (Austria) fino al novembre 1944. Il Prefetto accompagnato dal Vice Presidente del Consiglio Regionale e dal Sindaco di Savona ha consegnato la medaglia d’onore al nipote Vittorio Pescetto.
Angelo Parodi, nato nel 1925 e deceduto nel 2010, fu militare deportato nel novembre 1944 ed internato a Bolzano fino al maggio del 1945. Il prefetto Claudio Sammartino ha consegnato la medaglia, accompagnato dal Sindaco di Quiliano e dal Sindaco di Savona alla figlia, Ornella Parodi.
Soffiotto Nicolò, nato il 5 agosto 1922 e residente a Varazze Via Mogliazza 5, fu militare deportato nel settembre 1943 ed internato a Falinboster Stanlager 11B, Vattestet, Lindenschule (Austria), fino al maggio 1945. Il Prefetto accompagnato dal Sindaco di Varazze e dall’Assessore Villani, in rappresentanza della Provincia ha consegnato la medaglia al figlio, Soffiotto Renato.
*Foto di Pietro Parodi *







