Due ambiti

Savona 2021, Gianfranco Ricci: “La cultura per formare i giovani. Modelli di prevenzione per evitare la crisi sociale”

"Il Chiabrera è importante, ma non è l'unica risorsa culturale di cui dispone la nostra città"

Savona. “Il Chiabrera è importante, ma non è l’unica risorsa culturale di cui dispone la nostra città”. Ne è persuaso Gianfranco Ricci, candidato consigliere comunale di Savona con la “Lista Civica Schirru Sindaco”.

Ricci ricorda che “abbiamo un sistema museale ricchissimo, una pinacoteca civica in cui solo parte del materiale è esposto al pubblico. Il Priamar, dunque, potrebbe diventare un contenitore per tutto quel materiale che non trova una collocazione e una valorizzazione in Pinacoteca”.

Secondo Ricci, ex docente universitario, la cultura è “un modo per formare i giovani, educarli alla socialità, interessarli alla vita pubblica. Non voglio rinnegare la cultura ‘seria’, fatta dai nomi, dai movimenti che hanno fatto la storia dell’arte o la storia sociale. Ma a noi interessa dare spazio ai nostri ragazzi: un po’ per prevenire, permettere loro di crescere insieme, di entrare in un processo virtuoso di crescita. Io sono estremamente contento quando i nostri ragazzi hanno queste possibilità”.

Ricci ricorda che “nei giorni scorsi c’è stata una interessante performance teatrale nel chiostro della cattedrale. Si è trattato di una prima mondiale ed è stato un grosso avvenimento, perché era una delle prime volte che ciò accadeva. Se lasciamo spazio a queste performance dobbiamo anche creare sul territorio delle professionalità: dal personale di scena ai costumisti ai tecnici. Quindi si arriva a creare della ricchezza, dello sviluppo per la città stessa. Il fine non è la ‘bella serata’ vissuta in una piazza, è il processo che si è creato per arrivare a quell’evento che ci interessa. Storia che poi rimane”.

Altro tema particolarmente caro a Ricci è il sociale: “Lo è per il mio mestiere, dato che mi sono sempre occupato di problemi e di modelli educativi. Ma mi sta a cuore anche come genitore e come nonno. Ne ragiono da abitante di questa città, dove ci sono tanti problemi, c’è una inclusione incompleta, se non addirittura mai iniziata. Ci sono vecchie e nuove povertà, che abbiamo combattuto (e stiamo ancora lottando a causa del perdurare della pandemia). Di fronte a questi problemi non possiamo non essere attenti e vigili. Durante le fasi più critiche dell’emergenza sanitaria ho visto un mondo di grande sofferenza ma anche un mondo di grande dedizione da parte delle strutture e del personale ospedaliero. Questo è qualcosa di estremamente importante. Sociale vuol dire puntare ad un sistema scolastico il più funzionante possibile. Sociale vuol dire pensare a chi si ritrova nelle contingenze di difficoltà”.

“Noi viviamo in un mondo in cui abbiamo a che fare quotidianamente con famiglie in crisi, famiglie sfilacciate, famiglie tormentate, famiglie ferite, non in crisi. Su tutto questo versante, mi sembra necessario che l’amministrazione, in prima persona per quello che può, debba impegnarsi. Sono temi che non si risolvono in una legislatura, sono temi che necessitano di tanto spazio, anche nel tempo, di tanta volontà e tanto impegno. E’ necessario prevenire, creare modelli di prevenzione. Questo è un tema che mi sta particolarmente a cuore, quindi oggi pomeriggio ci sarà un convegno anche con alcuni giuristi ed avvocati per prendere atto di questa situazione”.