Roma. Questa mattina, nel centro di Roma, presso la Sala Teatro Umberto, si sono riuniti gli Stati Generali di CulturaIdentità, il movimento fondato e presieduto da Edoardo Sylos Labini. Hanno risposto all’appello cento delegati in rappresentanza del territorio, provenienti da tutta Italia. La Liguria era rappresentata dal responsabile regionale Fabrizio Marabello che nel suo intervento ha esaltato le bellezze del nostro territorio e presentato le città identitarie delle quattro provincie liguri.
“Un atto di dinamismo concreto, per un movimento che dimostra non solo di essere presente sul web e sulla carta stampata con l’omonimo periodico che da tre anni è tutti i mesi in edicola, ma anche con una presenza fisica che non ha eguali nell’ambito culturale del centro destra e forse, visto i tempi, neppure in quello della sinistra culturale militante”, sottolinea Marabello.
Circolarità, Identità, Innovazione, Sussidiarietà, Valorizzazione, sono queste le cinque parole chiave, affidate durante il dibattito alle parole di Paolo Asti, Marco Gervasoni, Matteo Brandi, Francesca Barbi Marinetti e Federico Mollicone, attorno a cui ruota il Manifesto, il terzo in tre anni, dopo quello della nascita, nel febbraio 2018, al Teatro Manzoni a Milano e quello dello scorso anno sulle Città Identitarie presentato a Civita di Bagnoregio. Un documento destinato a diventare il programma con cui il movimento ha chiesto agli amministratori delle città italiane, sindaci in testa, di misurarsi sul tema della cultura in tutte le sue declinazioni.
“Dalla riflessione compiuta questa mattina tra militanti e dirigenti locali e nazionali del movimento, è destinato ad aprirsi un confronto ben più ampio che, dai prossimi mesi, superato l’appuntamento elettorale amministrativo che interessa oltre Roma, Milano, Torino, Napoli, giungerà, nella primavera prossima, a una nuova tornata amministrativa, a cui CulturaIdentità vuole fornire la piattaforma dell’azione culturale da compiere. Una grande ambizione, del resto mai nascosta, quella di essere punto di riferimento di intellettuali controcorrente e di chi, nel mondo politico, ha il coraggio, pur mantenendo i piedi radicati nella storia culturale della nostra Nazione e nel suo patrimonio di bellezza, di guardare al futuro utilizzando la cultura in tutte le sue declinazioni, come timone per mantenere la rotta con cui affrontare il futuro”, conclude Marabello.