Riflessione

Festival teatrale con un format ridotto? Il sindaco Dacquino: “Sbagliato, pensiamo ad una Verezzi per tutto l’anno”

Nel borgo location della rassegna c'è divisone tra residenti e operatori commerciali

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Borgio Verezzi. E’ ormai conto alla rovescia per l’inizio di un’altra attesa edizione del Festival teatrale di Borgio Verezzi, una rassegna che ha resistito con forza al Covid e che è pronta ad offrire una nuova stagione di spettacoli.

Ma a Verezzi c’è una netta divisione tra gli operatori e le attività produttive: chi vuole mantenere e anche potenziare il format e quanti invece vorrebbero un festival a dimensione ridotta, per esigenze di spazi e gestione complessiva sul flusso turistico nel borgo.

Anche i residenti sono su due fronti: “Porta lavoro e vita…”. “Troppo traffico e caos…”.

“Tanto lavoro preparatorio, molta visibilità sui media e grandi attese, certezza di competenze qualificate, sfida che ogni anno si rinnova… Vale per tutti: organizzazione, artisti e produttori teatrali, cittadini ed operatori commerciali e lo stesso pubblico affezionato al festival” afferma il sindaco Renato Dacquino, che precisa: “Difficile mettere tutti d’accordo”.

“Alle certezze di un festival da tutti riconosciuto per il valore generato, da tempo si aggiunge una ulteriore voglia di crescita da parte di alcune attività, mentre da parte di altre si sottolinea l’esigenza di poter lavorare affiancati ad un festival più breve” sottolinea il primo cittadino.

“Noi oggi scegliamo di confermare il percorso avviato: rispettare il territorio, ma continuare a dare visibilità a Verezzi, mantenendo la leadership acquisita nel panorama teatrale nazionale; e ancora, valorizzare con la denominazione comunale De.Co. la lumaca alla verezzina – quella sexy – e la cipolla “social” di Verezzi; e ancora, gestire attivamente, in collaborazione con la Sovrintendenza l’area del Castellaro – insediamento dell’età del ferro, valorizzare il mulino fenicio (uno dei tre rimasti integri in tutta Europa) e la caverna dell’arma; e poi i sentieri e le pareti di arrampicata, le borgate, il parcheggio “nuovo”, lo slargo della strada, il recupero dei nomi storici sulla via che unisce Borgio a Verezzi” aggiunge Dacquino.

“Certo c’è molto da fare e tutto può, e deve, essere fatto con il buon senso, l’impegno e la collaborazione…”.

“Alla stagione estiva bisogna aggiungere l’attrattività della primavera e dell’autunno; ma per far questo bisogna esserci, e soprattutto uscire dalla logica del lavoro stagionale. Verezzi può e deve vivere tutto l’anno con ritmi diversi, offrendo sempre qualità e relax. Servono impegno continuo di tutti, collaborazione, esperienza delle tradizioni, racconto, manutenzione responsabile da parte di ogni privato dei propri beni: non solo attenzione a quello che fa il vicino, sarebbe troppo facile! O forse troppo superficiale? Serve insomma responsabilità e lavoro di squadra a tutti i livelli”.

“L’amministrazione comunale attuale e quella nuova hanno e avranno queste sfide: per realizzarle con successo molte mentalità dovrebbero cambiare, dalla logica dell’io sarà bene passare al noi, dal lavoro di pochi mesi sarà bene orientarsi a un lavoro più distribuito nell’arco dell’anno. Tutto questo mantenendo il percorso avviato: queste sono logiche che vanno oltre il quotidiano; bisogna crederci e lavorare per realizzarle”.

“Certo tra pochi giorni inizia il festival: molto può essere fatto e molto dovrà essere fatto. Noi oggi ci siamo: le azioni importanti sono quelle avviate e qui descritte. Certo, se quello che rallenta il percorso verso situazioni migliori sono il numero di spettacoli o i giorni del festival dopo Ferragosto…Beh…chi sarà in amministrazione non dovrà fare altro che ridurre o eliminare. I dati razionali con i loro pro e i loro contro sono disponibili: è una scelta. Ragionare su qualità (che c’è e va mantenuta) e quantità (che c’è e va calibrata) porta sempre del buono”.

“Per quanto ci riguarda questa raccomandazione vale per chi sarà nella nuova amministrazione, e per noi se ci saremo. È un impegno preso. In fondo è la risposta più facile a una sfida complessa. Ci auguriamo che ogni attività commerciale sappia trarre, al di là della durata del festival, nuove soluzioni nell’interesse di tutti. Ognuno può portare idee, fare proposte. È il modo migliore…”.

“Sicuramente ci sono risposte da dare. Riducendo le serate del festival, cosa succederà? Caleranno le presenze? Di quanto? A breve? A medio termine? E Come? Ci sarà più tranquillità? Il lavoro migliorerà? Per quanto tempo il percorso avviato, la notorietà continueranno a portare presenze significative durante tutto l’anno? Quali logiche per il futuro?”.

“Noi siamo convinti che nel breve non ci sarà una riduzione di persone che arriveranno a Verezzi, la situazione rimarrà simile a quella attuale. Nel medio termine probabilmente ci sarà una riduzione di visibilità, si tornerà a ritmi più sereni e a borgate con meno “caos” turistico. In concreto dovrà essere fatta una scelta “buona e ragionata”…non certo bisognerà seguire la via più facile”.

“Per evitare ai commercianti di competere per avere clienti bisognerà allungare la stagione, far vivere Verezzi gran parte dell’anno. Un sistema di offerta “nuovo” basato su bellezza tradizione e collaborazione. Certo per commercianti e residenti sono scelte di campo complesse. Le attese dei visitatori, le esigenze attuali e future del pubblico vanno considerate con attenzione. Vero che, dati alla mano, a Verezzi negli ultimi anni le attività, e quindi il lavoro, sono aumentate e lo stesso per il valore del territorio e delle case. È un mondo “strano”, ma certo tra lavoro e qualità di vita le relazioni non sono mai state facili”.

Verezzi, borgo tra i più belli d’Italia, borgo d’eccellenza nel 2020 in Liguria, ma tutto questo va meritato ogni giorno. E si vince insieme!” conclude il sindaco Dacquino.