Savona. Il consigliere regionale Roberto Arboscello (Pd-Articolo Uno) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta dai colleghi del gruppo, in cui ha chiesto al presidente Toti cosa intende con la definizione di “presidio cittadino”, attribuita nei giorni scorsi all’ospedale San Paolo di Savona, e quale prospettiva prevede per il presidio. Il consigliere ha ricordato che il San Paolo ha un bacino di utenza di 164 mila persone, con oltre 50 mila accessi al pronto soccorso, ma che Toti il 7 giugno ha definito “l’ospedale il presidio cittadino di Savona”.
“Ho preparato l’interrogazione per chiedere chiarimenti sui termini vaghi e riduttivi con i quali è stato delineato il futuro dell’ospedale della città capoluogo da parte della Regione. Il San Paolo è un presidio fondamentale non solo per Savona ma per tutto il comprensorio che comprende Val Bormida, levante e ponente savonese” ha ribadito il consigliere.
Il presidente della giunta con delega alla sanità Giovanni Toti ha risposto: “La definizione di presidio cittadino è riferita alla sua collocazione fisica nel territorio del Comune di Savona e la rete dei servizi è in integrazione con gli altri presidi dell’ambito provinciale, così come alcuni servizi del San Paolo servono cittadini di tutta la provincia”.
Toti ha rimarcato: “Non c’è stato un depauperamento dei servizi negli ultimi anni” e ha ricordato l’installazione in corso dell’angiografo e il concorso in atto di Neurologia per l’attivazione del Centro Ictus in integrazione con le funzionalità del Dea di II livello”.
“In particolare, per quanto riguarda l’angiografo, oggi è avvenuta la consegna con il posizionamento nei locali ristrutturati presso la Radiologia Interventistica e Cardiologia/Emodinamica; le attività di montaggio tecnico, cablaggio e settaggio del nuovo apparecchio inizieranno domani e si concluderanno con le prove di collaudo e prima formazione all’utilizzo, indicativamente entro metà luglio”.
Il presidente ha poi ricordato che “il San Paolo non ha subito alcun depauperamento negli ultimi anni né per qualità né per quantità dei servizi, mantenendo le sue specialità ed eccellenze. Durante l’emergenza pandemica l’accentramento del Punto nascite è avvenuto presso il San Paolo così come la Breast Unit ha sede presso lo stesso ospedale”.
“Certamente poi la rete dei servizi presenti è in integrazione con gli altri ospedali della provincia di Savona, così come alcuni servizi attivi presso il San Paolo servono i cittadini di tutta la provincia. Questo principio di integrazione delle varie medicine ospedaliere e territoriali – conclude Toti – è scritto nel nostro Piano sociosanitario regionale ed è alla base delle linee guida di tutti i piani nazionali, così come del Pnrr”.
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