“La Liguria avrebbe dovuto avere un’attenzione adeguata da parte dei vertici istituzionali che, per primi, dovevano richiedere operatori di polizia per far fronte a questo grave caos estivo. Invece nulla è accaduto. Nessun agente di rinforzo”.
Così il Silp-Uil Polizia Liguria denuncia la situazione dell’estate 2021 sugli organici di polizia.
“La polizia ferroviaria praticamente dimenticata. La polizia stradale idem. Impossibile accettare che tutto, come spesso accade in questo Paese, ricada sempre sulle spalle delle stesse persone. Se Trenitalia, almeno sembra, offrirà un respiro di sollievo ai tanti pendolari e turisti con l’entrata in servizio di nuovi treni, nessun segnale lo intravediamo per la polizia di Stato”.
“La Federazione Silp/Uil Polizia farà la sua parte e ha formalmente richiesto urgenti rinforzi. Non ci bastano le rassicurazioni. Attendiamo i fatti!” conclude il sindacato.
Anche il Sap si aggiunge al coro di proteste: “I soliti servizi di contrasto sulle strade della provincia li affronteranno con un organico che presenta più di una lacuna. Colleghi che coprono più uffici sia per assicurare un efficace contrasto a comportamenti illeciti alla guida sia le indagini per assicurarli alla Giustizia “siamo al tre per uno”; la polizia ferroviaria è in condizioni critiche e affronta un’estate che si preannuncia difficile stante per l’organico, largamente insufficiente: ad Albenga sono in 5, sarà alle prese potenzialmente con la ripresa del traffico dei turisti dal Piemonte verso le località balneari con tutte le ricadute già più volte affrontate” afferma Roberto Frumento, segretario provinciale del Sap.
“E poi il Commissariato di Alassio, falcidiato da “bande” di devastatori seriali che imperversano specie il sabato notte. Sono anni che lo diciamo e ora si concretizzano le nostre denunce. In giro per il Paese chiudono uffici di Polizia, nell’ambito di un progetto di 10 anni fa, e nel frattempo la media d’età aumenta. Il mix esplosivo lo ha creato anche l’assenza di certezza della pena, che allontana nel tempo una punizione per coloro che si macchiano di reati come quelli che si registrano il sabato notte ad Alassio, l’assenza di garanzie funzionali per chi opera sula strada, esposto ad ogni tipo di provocazione e con la preoccupazione di come intervenire; risultato: una caduta verticale di autorevolezza”.
“E se accadesse anche da noi quello che è accaduto a Roma pochi giorni fa, come risponderebbero le forze di polizia? È un bel problema, prosegue Frumento, le nostre dotazioni sono un manganello di gomma rigida, la pistola e lo spray al peperoncino “non in dotazione a tutti i poliziotti”: avvicinati ad un esagitato con un coltello?! La priorità è non essere attinti dalla lama, e nel contempo evitare che possa ferire qualche passante, o prenderlo in ostaggio; il tutto avviene in pochi secondi, nei quali si deve decidere come intervenire, in condizioni spesso di contesto urbano, dove può accadere di tutto, come è successo a Genova nel 2008 il collega Daniele Macciantelli accoltellato a morte e un altro poliziotto delle volanti nel 2018 gravemente ferito da numerose coltellate”.
“Non esiste un protocollo che possa assicurare a chi interviene, di farlo in piena legittimazione, e quindi si usa l’esperienza. Nessuno ne parla, di sicurezza, nessuno. E’ da sempre un terreno scivoloso, certo, ma senza sicurezza non c’è serena convivenza sociale e non esiste uno sviluppo economico sostenibile, ad oggi siamo ad un’aggressione ogni 3 ore e migliaia di agenti feriti all’anno e i nostri caduti… Non sono elencati tra quelli da lavoro? Bisogna aprire un confronto sulla sicurezza, sulle regole d’ingaggio e sulle garanzie funzionali, i poliziotti la faccia ce la mettono assieme alla divisa che vestono quotidianamente, per rappresentare al meglio delle loro forze lo Stato, che qualcuno batta un colpo” conclude.



