Luca Monteforte si è lasciato andare a uno sfogo subito dopo i festeggiamenti per l’approdo del suo Ligorna in Serie D. “Primi nel girone con una giornata di anticipo, quarti di finale conclusi con tre goal di scarto, semifinali con quattro e finale con tre”, rivendica l’allenatore, puntando il dito, senza esplicitare nomi, contro chi nelle settimane scorse avrebbe messo in dubbio la legittimità del percorso del Ligorna. A onor di cronaca, tuttavia, i goal di differenza in finale sono alla fine stati due, ma è altresì vero che la rete di Tona è arrivata quando la Cairese aveva già perso le speranze di rimonta vista la prestazione “monstre” dei biancoblù in entrambe le fasi.
“Qualcuno pensa che abbiamo rubato Abbiamo avuto riconoscimenti da persone sportive con duecento gare in Serie A come Alessandro Grandoni, il mister dell’Albenga. Non tanto dove siamo arrivati ma come siamo arrivati è importante. Abbiamo fatto vedere qualcosa di diverso e abbiamo lavorato tutti i giorni dal sei di agosto”, chiosa Monteforte prima di lasciare la parola al presidente Alberto Saracco.
“Come avevo detto domenica scorsa – aggiunge Saracco – è stato svolto un lavoro impressionante. Noi adesso andiamo in D, gli altri si scanneranno in questo campionato. Non sono un presuntuoso ma in questi mesi ne ho sentite troppe: mister, staff e giocatori non se lo meritano, perché si son fatti ‘un mazzo così’. Tutto il resto sono parole, qualcuno è uscito dopo due partite e qualcuno dopo quattro. Se oggi non fossi andato in D, non so se sarei rimasto a fare questi campionati con i personaggi che girano”.
“Non voglio fare nomi – prosegue Saracco – ma ci vuole rispetto. Siamo quelli che abbiamo parlato meno. Ne abbiamo sentite troppe, quasi da querela. Ma noi non quereliamo, vinciamo sul campo“.