Finale Ligure. Il Finale ha terminato la stagione 2020/21 congedandosi dal pubblico amico, che finalmente è potuto tornare sugli spalti, con una vittoria per 2-1 sulla Cairese, ottenuta in inferiorità numerica.
Ancora una volta la formazione guidata da Pietro Buttu ha fornito una prestazione encomiabile, come conferma lo stesso mister: “La squadra ha fatto il massimo, anche oggi è andata sopra le mie aspettative, perché non mi aspettavo un inizio furente, veemente. Ha interpretato benissimo la partita. Potevamo essere già sopra 2 a 0 al 10° del primo tempo, con pieno merito, ed anche alla fine del primo tempo abbiamo meritato di essere in vantaggio, non in parità. Ha fatto una gran giocata Alessi, onore a lui, però i ragazzi non si sono abbattuti perché potevano buttare giù un toro e invece si sono ripresentati, con un’inferiorità numerica importante, hanno saputo soffrire, ci credevano e sono passati in vantaggio. Penso che sino all’ultimo secondo della partita la squadra ha fatto tremare la Cairese, come con la punizione di Fabbri. Ha combattuto in dieci, ha fatto un campionato importante dove è arrivata prima nel girone, entusiasmante“.
Buttu non nasconde il proprio disappunto nel vedere che i suoi ragazzi non sono stati premiati con il raggiungimento dell’ultimo atto. “Sono dispiaciuto e rammaricato: il mio pensiero va a loro, la tristezza è per loro perché avrebbero meritato la finale – afferma -, per quello che hanno fatto nel girone, nelle tre gare con la Cairese, anche oggi, e per come sono cresciuti partita dopo partita. Sono veramente dispiaciuto per loro: un gruppo che mi rimarrà nel cuore per quello che ha fatto, per come mi ha entusiasmato, per quello che ha messo, per i valori che ha, le qualità, quindi non potrò mai dimenticare questo gruppo“.
I giovani giallorossoblù, in questo breve campionato, si sono messi in evidenza. “C’è un gruppo storico, come Porta, De Benedetti, tanti ragazzi che hanno fatto cose importanti nella loro carriera e anche di più dell’Eccellenza – spiega l’allenatore -. La ripresa era per questi giovani che abbiamo inserito, oggi qualcuno era in tribuna ma sono il futuro di questa società. La società del Finale ha sempre lavorato così e quindi, indipendentemente dal sottoscritto che sa lavorare più o meno con i giovani, questo gruppo è stato fantastico. Mi ha regalato emozioni uniche, il mio pensiero è a loro. Non devono essere tristi, bisogna saper accettare la sconfitta anche se è dura, però non bisogna mai mollare e bisogna andare avanti. Il futuro è loro, quindi è giusto che non mollano per quello che hanno fatto, da parte mia li porterò sempre nel cuore“.
Pietro Buttu, prima della partita con la Cairese, è stato omaggiato con una targa per le sue 400 presenze sulla panchina del Finale. Un traguardo raggiunto in una stagione esaltante. “È stato talmente intenso ed emozionante, sono stati tre mesi e mezzo veramente belli ma pesanti – ammette -. Mi sono goduto poco quello che hanno fatto i ragazzi, forse niente. Me ne ricorderò forse quando avrò i capelli ancora più bianchi di quelli che ho e qualche ruga in più”
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