Liguria. Più di 336mila persone in Liguria di fatto dovrebbero avere già un documento valido come green pass per gli spostamenti in una regione di colore diverso. È l’effetto dell’ordinanza varata giovedì scorso dalla Regione che equipara i documenti rilasciati dalle aziende sanitarie alla certificazione verde prevista a livello nazionale per muoversi senza necessità di autocertificazione anche da e verso le regioni in zona arancione o rossa, e in prospettiva all’interno dell’Unione Europea senza dover osservare periodi di quarantena. Sarà necessaria anche per fare visita agli anziani nelle Rsa.
Il dato risulta semplicemente dai bollettini quotidiani sull’emergenza Covid: le persone vaccinate con la seconda dose sono quasi 245mila (aggiornamento di sabato pomeriggio), mentre i guariti dal coronavirus sono quasi 92mila. Tutte queste persone per adesso possono muoversi semplicemente presentando il certificato che attesta l’avvenuta vaccinazione con doppia dose o l’avvenuta guarigione, senza bisogno di ottenere altre certificazioni. Vediamo in dettaglio come funzionano i singoli documenti.
Vaccinazione
Il certificato ha validità di 6 mesi dalla data di somministrazione della seconda dose. Viene rilasciato su richiesta dell’interessato in formato cartaceo o digitale dalla struttura sanitaria oppure dal professionista che effettua la vaccinazione. Le certificazioni rilasciate prima dell’ordinanza della Regione sono valide comunque per 6 mesi dalla data indicata.
Guarigione
Il certificato ha validità di 6 mesi dalla data di fine isolamento. Viene rilasciato su richiesta dell’interessato in formato cartaceo o digitale dalla struttura ospedaliera dove si è stati ricoverati oppure dall’azienda sanitaria, dai medici di medicina generale o dai pediatri di libera scelta. Le certificazioni rilasciate prima dell’ordinanza della Regione sono valide comunque per 6 mesi dalla data indicata.
Tampone negativo
La certificazione ha validità di 48 ore dal momento del prelievo del materiale biologico. Viene rilasciata su richiesta dell’interessato in formato cartaceo o digitale da strutture pubbliche, private autorizzate, accreditate, dalle farmacie che effettuano il test o dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta che erogano il test. Sono validi i referti di tamponi molecolari o antigenici rapidi per la ricerca del coronavirus.
In futuro
Il vero e proprio green pass sarà quello europeo che arriverà a metà giugno con una piattaforma digitale che dovrà sostituire completamente i documenti cartacei. Nel frattempo l’Italia lo introdurrà per i turisti europei, americani e israeliani in ingresso nel nostro Paese già a partire dal 15 maggio (in questa data scade l’ordinanza del ministro Speranza che impone la quarantena a chi arriva dall’estero). I test per la piattaforma Ue dovrebbero cominciare proprio in questi giorni.