Pensiamoci

Intervista

Una “Gronda savonese” per risolvere i problemi del traffico, l’ultima idea dell’ingegner Paolo Forzano

Dovrebbe servire il triangolo Finale-Varazze-Altare. Il fallimento dell'Aurelia bis e la pericolosità delle autostrade

aurelia bis cantieri fermi

Savona. L’ingegner Paolo Forzano è senza ombra di dubbio una fucina di idee, competenza e inventiva possono essere considerate le sue doti peculiari assieme alla progettualità analitica e concreta.

È stato testimone storico di tanti anni di fallimenti con il suo “Comitato del casello di Albamare”, a cominciare dall’Aurelia bis. Ma non si arrende, Forzano, e ora porta alla ribalta il suo progetto per una “Gronda savonese”. Un tema importante, quello del traffico, in questi giorni di ripartenza e di problemi alla circolazione, anche se ovviamente in prospettiva. L’ingegnere ha altre due caratteristiche care a chi scrive: pensa in grande in una città capace solo di varare progetti asfittici o dannosi come il cosiddetto restyling di via Nizza, e crede che le grandi idee non debbano essere prerogativa di Genova.

Ingegner Forzano, ci spiega il progetto della “Gronda savonese” in modo che sia chiaro a tutti?
“È noto che i maggiori problemi di viabilità insistano sul triangolo Finale-Varazze-Altare. La Gronda è un tratto diretto, con un percorso all’interno rispetto alla costa, tra Varazze e Finale, con una connessione con l’autostrada A6 Savona-Torino a metà strada tra il casello di Zinola e Altare, più o meno all’altezza dei Tecci, dove le due carreggiate dell’A6 sono più vicine. Dovrebbe avere un percorso quasi tutto in galleria, per evitare un forte impatto con una superficie già molto cementificata”.

Ingegnere, e i soldi? E i tempi?
“È un momento in cui il governo parla di grandi opere, quindi quello giusto per avanzare idee: se non ora quando? Il resto deve farlo la politica, i Comuni, la Provincia, la Regione. Per quanto mi riguarda spero di presentare presto il progetto della Gronda savonese all’ex sindaco di Varazze e assessore regionale Alessandro Bozzano e al presidente Toti. Per i tempi neppure io saprei che dire, è davvero prematuro farlo, anche se con le procedure commissariali che Draghi vuole adottare si potrebbe fare relativamente in fretta”.

E la “vecchia” Aurelia bis?
“Il progetto originale, da Capo Torre alle autostrade servendo il porto e la città, era molto valido. Quello che è rimasto non serve a nulla, non serve a quel 75% di utenti che chiedono di muoversi meglio tra città, porto, autostrade e ospedale, ed è per giunta in grave ritardo”.

Lei ha presentato in commissione in Comune a Savona anche un altro progetto per eliminare dalle vie cittadine il traffico del porto
“Sì, si tratta di un tunnel per collegare il porto alle autostrade. Potrebbe avere un percorso amministrativo autonomo, è ancora la politica a doverci pensare”.

Si batte da sempre contro la pericolosità delle nostre autostrade. Per lo stato dell’A6 due anni e mezzo fa ha presentato anche un esposto alla Procura
“La carreggiata a scendere della Savona-Torino ha curve con raggio di 120 metri quando la legge dice che deve essere almeno di 200. Il tratto tra Savona e Varazze dell’A10 ha corsie così strette che superare un Tir è un rischio, gli incidenti sono quotidiani. Ovunque ci sono cantieri e code, ma ci fanno pure pagare il pedaggio”.

L’ingegner Forzano sembra una risorsa per Savona, forse bisognava ascoltarlo anni fa. Sognatore? Velleitario? Anche fosse, non dovrebbe essere un alibi per alzare le spalle e girarsi dall’altra parte.