Liguria. “L’impatto economico delle nuove e indispensabili misure restrittive per limitare i contagi da Coronavirus si estenderà anche al settore agricolo che va, quindi, incluso nel ‘Decreto Sostegno’ all’esame del governo”. Così il presidente di Confagricoltura Liguria, Luca De Michelis, riprende le parole del presidente nazionale, Massimiliano Giansanti, sui provvedimenti che l’esecutivo si accinge ad assumere di fronte all’aggravamento della situazione sanitaria sul territorio nazionale.
Dunque mobilitazione delle filiere agricole e degli agriturismi, di fronte ad un’altra primavera che inizia all’insegna delle restrizioni: “Subito nuove misure per arginare la crisi degli agriturismi” ha detto Turismo Verde di Cia, che ha scritto al ministro Stefano Patuanelli.
“Il settore ha perso nel 2020 oltre 900 milioni, il 70% del fatturato. Servono interventi dedicati: rinnovo del #bonusvacanze e della cambiale agraria, stop del #canone Rai speciale e ammortizzatori. E poi pensare in prospettiva con veri e propri “fondi per la ricostruzione”.
La stretta chiude da lunedì il servizio al tavolo e al bancone in bar, ristoranti, pizzerie, agriturismi e ittiturismi anche in Liguria, che rientra nuovamente in zona arancione, diventando rossa, come il resto d’Italia (ad eccezione della Sardegna), per gli appuntamenti delle feste di Pasqua e Pasquetta. Un durissimo colpo per i circa 600 agriturismi e ittiturismi diffusi sul territorio regionale, con l’arrivo della primavera che segna, per molti, l’inizio della stagione, dove le temperature più miti permettono di stare all’aria aperta sia in riviera sia nell’entroterra.
Il presidente di Confagricoltura De Michelis rincara: “Ancora una volta sono più esposte le imprese e i settori produttivi più collegati con il canale HoReCa sul mercato interno e a livello internazionale”.
Per il settore vino, segnala ad esempio Confagricoltura, già si registrano elevate giacenze, oltre 61 milioni di ettolitri a fine gennaio, secondo i dati del Mipaaf. “In Liguria – prosegue De Michelis – registriamo i 68.774 ettolitri di giacenza di cui 41.839 di soli vini a denominazione protetta e, quindi, quelli di più alto valore qualitativo ed economico.
“Per alcune produzioni – aggiunge il presidente di Confagricoltura – i tradizionali pranzi delle festività pasquali hanno un’elevata incidenza sul fatturato annuale. Le nostre strutture territoriali, inoltre, segnalano un crollo delle prenotazioni negli agriturismi”.
Il comparto, con 24.000 aziende, quasi 14 milioni di presenze e 100.000 addetti, è in forte sofferenza: nell’ultimo anno le perdite superano 1,2 miliardi di euro, senza contare le vendite dirette.
“Il mancato reddito deve essere compensato, in linea con le decisioni già prese in ambito europeo” sottolinea Giansanti.
E nei giorni scorsi, evidenzia Confagricoltura, il governo francese ha varato un aiuto pubblico a fondo perduto con una dotazione di 60 milioni di euro, per compensare le perdite di reddito degli allevatori di capi bovini.
“Purtroppo con questa nuova, necessaria, stretta – affermano il presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il Delegato Confederale Bruno Rivarossa – si rende ancora più critica la situazione dell’intero sistema della ristorazione, con le difficoltà che si aggravano e travolgono a valanga interi settori dell’agroalimentare Made in Italy con tagli ad ordinativi per vino, birra e cibi di qualità”.
“A livello nazionale si calcola che 300 milioni di chili di carne bovina, 250 milioni di chili di pesce e frutti di mare e circa 200 milioni di bottiglie di vino non siano mai arrivati, nell’ultimo anno, sulle tavole dei locali, con decine di migliaia di agricoltori, allevatori, pescatori, viticoltori e casari che continuano a subire la situazione assieme ai ristoratori”.
“Servono dunque interventi e misure di sostegno per l’intera filiera, a partire dal decreto Sostegno all’esame del Governo per salvare il sistema agroalimentare nazionale. Infine è bene ricordare che gli agriturismi spesso situati in zone isolate della campagna in strutture familiari con un numero contenuto di posti letto e a tavola e con ampi spazi all’aperto, sono forse i luoghi dove è più facile garantire il rispetto delle misure di sicurezza per difendersi dal contagio fuori dalle mura domestiche e possono quindi essere un tassello molto importante per la ripartenza futura”.



