ILARIA CAPRIOGLIO (Sindaco)
Chiovelli: 6 – Un voto difficile da dare: è l’allenatore della squadra, la squadra ha indubbiamente perso e quindi le toccherebbe un bel 5. Perché allora un 6? Proviamo a spiegare, analizzando il suo percorso.
Per il primo anno e mezzo ha stupito tutti: i suoi avversari, che si aspettavano “solo” una persona impreparata e messa al posto sbagliato, e soprattutto alcuni alleati convinti di aver piazzato lì una (perdonateci) “ex modella e poco altro” da manipolare a piacimento. Lei li ha spiazzati tutti (e in qualche caso irritati), dimostrando una voglia, una passione e una capacità di imparare rapidamente che nessuno si aspettava da lei.
Poi, come sempre quando lo stupore finisce e si alza l’asticella, sono emersi i limiti. Quelli politici, soprattutto: la scarsa esperienza l’ha portata a gestire nel modo sbagliato diversi rapporti, andando allo scontro un po’ con tutti. Emblematico il rapporto con Toti, logorato negli anni, ma anche la querelle (per fare un esempio concreto) con Costa e Autorità Portuale nei primi mesi di pandemia. Ha finito, insomma, per farsi da sola terra bruciata. E anche in giunta svarioni e contrasti sono stati costanti: e un capitano dovrebbe sedare le liti, non alimentarle.
Alla fine 6, dunque: perché analizzando il suo operato emergono sì diversi errori e limiti, ma qualche medaglia al petto se l’è obiettivamente appuntata. E soprattutto si è impegnata duramente, con voglia e passione, per 5 anni: cosa che non si può dire di tanti, troppi suoi colleghi.
Chiaramonti: 4 – Bisognerebbe scrivere un libro, ma non è il caso. Ha cavalcato con poca eleganza il mantra delle colpe di “quelli di prima” dimostrando in realtà di non conoscere lo stato delle finanze del Comune che ha chiesto ai savonesi di amministrare. Qualche assessore ha sbagliato? Ma lo ha scelto lei! Si è lasciata sfuggire di mano la città senza accorgersi che dal consenso passava prima all’indifferenza e poi a tanti pareri contrari, che finge di non conoscere con artifizi che credevamo non appartenere alla sua sensibilità. Non chiede scusa, ogni volta che entra in Comune, per come è sporca la città. E ora si è gettata in tatticismi politici senza dire chiaramente e subito se si candida o no, ben sapendo che non sarà così, a meno che sia davvero fuori dalla realtà o voglia dare al centrosinistra l’arma decisiva per vincere.
