Una città più bella

Gli orrendi ruderi provocati dai bombardamenti a fianco del Mercato Civico: nel cuore di Savona una ferita da sanare

Esiste un progetto in cerca di imprenditori. Il vicesindaco Arecco: "Seguiamo la pratica con interesse". Risolti i problemi con la Soprintendenza

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Savona. Una ferita aperta dalla Seconda guerra mondiale nel cuore di Savona. Parliamo dei ruderi che si trovano tra il mercato civico e via Untoria. Davvero un brutto vedere.

In sostanza: esiste un progetto di edilizia residenziale (un bel progetto, sostiene chi l’ha visto), che incontra il favore di massima del Comune, ma che aspetta un imprenditore savonese (o più imprenditori, ovviamente) che oltre a fare il suo legittimo interesse voglia dare una mano alla città.

La società che ha elaborato il progetto si chiama Due Torri, in mano a vecchi savonesi, ma non ha la capacità (o la volontà) finanziaria per realizzarlo. Ecco dunque la necessità di ricorrere ad aiuti ‘esterni’, anche perché è impensabile ricorrere, per ovvi motivi economici, a un intervento pubblico che sarebbe la cosa migliore.

Spiega Massimo Arecco, vice sindaco con delega all’Urbanistica e agli edifici storico-culturali, che ci sembra parlare con affetto oltre che come amministratore: “Seguiamo con interesse l’iter di questa pratica, che risale a tempi anteriori alla pandemia. Credo che Savona sia una delle poche città italiane che abbia ancora in bella vista i danni dei bombardamenti. Si tratta di un’area strategica, in pieno centro, e sarebbe importante recuperarla e riqualificarla. Per questo valuteremo con la dovuta attenzione, con interesse e con le giuste cautele, un eventuale progetto definitivo, che ci auguriamo possa interessare gli imprenditori di Savona”.

Sono stati risolti anche i problemi segnalati dalla Soprintendenza per il ritrovamento (inevitabile in quell’area) di reperti di interesse storico. “La Soprintendenza si è dimostrata collaborativa – conclude Arecco – fornendo indicazioni di salvaguardia senza mettere in pericolo il progetto”.

Ancora palazzi, storcerà certamente il naso qualcuno. Se sono delle proporzioni giuste e ben realizzati pensiamo di sì, anche se, purtroppo, la crisi post Covid non faciliterà certamente le cose.

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