Cos'è?

Un “oggetto misterioso” in mare tra Loano e Borghetto: è il macchinario per la sorbonatura del fondale del porto

"Nei primi giorni le lavorazioni hanno generato un forte odore, perchè il materiale (specie quello più superficiale) è putrescente"

Borghetto Santo Spirito. “Che cos’è quel macchinario visibile in mare tra Borghetto e Loano? E perché produce questo odore nauseabondo?”. Sono queste le domande più frequenti che i lettori di IVG.it abitanti nelle due cittadine rivierasche hanno rivolto alla nostra redazione negli ultimi giorni.

In effetti, buttando l’occhio all’orizzonte marino situato tra le due località si nota quasi una sorta di “eruzione” di materiale scuro accompagnata, a seconda della direzione del vento, da un odore piuttosto forte. Di che macchinario si tratta? E a cosa serve?

In realtà il mistero è tutt’altro che tale: “Si tratta delle operazioni di sorbonatura del fondale del porto – spiega il sindaco Giancarlo Canepa – Tutti i porti ne hanno bisogno. Qui a Borghetto viene effettuata ogni anno: per come è stato concepito, infatti, il nostro approdo si insabbia piuttosto di frequente e quindi c’è bisogno di liberare il fondale dai materiali in eccesso”.

In passato tale operazione veniva effettuata con ruspe e draghe posizionate su chiatte ed altre imbarcazioni, ma quest’anno si è optato per un sistema differente: “Sul fondo è stato ancorato un tubo, che aspira la sabbia verso l’alto creando una specie di geyser. Secondo quanto ci è stato ferito, dal punto di vista della ricaduta della sabbia sul fondale si tratta della modalità migliore”.

Sorbonatura Porto Borghetto

E circa la “puzza” che l’accompagna: “Nei primi giorni le lavorazioni hanno generato un forte odore, perchè il materiale (specie quello più superficiale) è putrescente. Ma le analisi effettuate prima dell’inizio dell’operazione hanno confermato che si tratta soltanto di sabbia”.

E’ quindi totalmente da escludere un legame tra questa attività e i livelli di inquinamento che, ieri, hanno costretto il sindaco a imporre il divieto di balneazione in un tratto di litorale: “Le campionature effettuate da Arpal hanno evidenziato la presenza, in acqua, di escherichia coli. E’ un inquinamento di tipo fognario. Se il superamento dei livelli fosse legato alla sorbonatura, gli esami avrebbero evidenziato anche la presenza di idrocarburi, cosa che non è avvenuta. Inoltre, la normativa stabilisce che le operazioni devono essere effettuate a 250 metri dalla riva: il macchinario sta lavorando addirittura a 280 metri di distanza. I ripetuti controlli effettuati dalla capitaneria di porto non hanno evidenziato alcuna irregolarità”.