Albenga. “Visto che stanno circolando informazioni su possibili aperture alla visita agli amici, voglio rendere pubblica questa mia lettera inviata a Conte la scorsa domenica per segnalare il mio disappunto sulla mancata possibilità di ricongiungimento fuori regione”. L’autrice è una donna nata ad Albenga ma residente ora a Borgo San Dalmazzo, in provincia di Cuneo, e che per questo dall’inizio del lockdown non può vedere la madre.
Abbiamo affrontato il tema lunedì, raccontandovi di una petizione online e di un gruppo Facebook nati proprio per sensibilizzare sul tema dei congiunti separati dai confini regionali. Da lunedì, quando (pare ormai certo) sarà nuovamente possibile far visita agli amici, i parenti separati da un confine regionale saranno gli unici a non potersi fisicamente rivedere. Una situazione che sta diventando sempre più difficile per chi è costretto a viverla.
“Non è ammissibile che mia madre possa vedere chiunque in regione e non sua figlia – tuona la donna – per il supporto che le ho sempre garantito, anche con visite giornaliere. E, in questo momento, sono la prima io a voler mettere in campo tutte le precauzioni per proteggerla: il mio supporto diretto, oltre che confortarla, limiterebbe incontri a quel punto non necessari“.
“Egregio Presidente – scrive nella sua lettera – mi trovo costretta a scriverLe, con senso di collaborazione verso Lo Stato, per la farle presente l’ingiustizia che ritengo di aver subito in questo giorno dedicato alle mamma. A causa di una linea astratta di confine regionale tra Liguria e Piemonte, non ho potuto nemmeno regalare a mia madre settantacinquenne un sorriso e un abbraccio con gli occhi“.
“Le famiglie, Signor Presidente, non hanno confini! Non è ammissibile costruire dei muri invalicabili, in corrispondenza dei quali, nel mio caso, nemmeno esiste un parcheggio per salutarsi senza incorrere in sanzioni penali! E la scorsa settimana era il miglior momento possibile per incontrare i propri genitori anziani, seppur autosufficienti, poiché con la ripresa del lavoro in fabbrica e le necessità rimandate per mesi da entrambe le parti, stiamo tutti intensificando i contatti, seppur educati al distanziamento. Il risultato infatti è che mia madre sta riprendendo i contatti necessari alla sua quotidianità ma le è negato il supporto di sua figlia da mesi. La prego di riconsiderare al più presto le disposizioni sui ricongiungimenti familiari, almeno quelli facilmente comprovabili con un Atto di Nascita“.


