Voce ai negozi

Fase 2, il consigliere Vaccarezza dà voce ai commercianti che si preparano alla ripartenza (ma con qualche dubbio)

In questa prima tappa sono stati intervistati titolari di osterie, negozi di abbigliamento e saloni di parrucchiere di Loano, Spotorno e Alassio

Provincia. “I cambiamenti e lo stile di vita post emergenza Covid-19 sono alle porte, ma ci sono troppe categorie che hanno ancora valanghe di interrogativi legati alla ripresa pratica delle attività lavorative”. E’ così che il consigliere regionale Angelo Vaccarezza ha deciso di dare voce, a partire da oggi e nei prossimi giorni, ai rappresentanti dei settori che dopo i prossimi decreti, dovranno fare i conti con una nuova realtà.

La prima commerciante ad alzare la voce è Valeria Calcagno, proprietaria dell’osteria Ceci e Grano di Spotorno, che si fa  portavoce di un gruppo di esercenti della città: “Tutti i titolari di bar, ristoranti, pizzerie, hanno per legge effettuato corsi sulla sicurezza e igienizzazione dei locali di loro gestione o proprietà” racconta Calcagno.

I loro interrogativi nascono in merito alle problematiche relative alla sanificazione da effettuare prima della riapertura: “Pur avendo tutte le credenziali necessarie al riavvio, e pur essendo perfettamente in grado di provvedere in autonomia a quanto richiesto – riprende Valeria – sono obbligati ad affidarsi ad un’azienda esterna che provveda ad effettuare un servizio che sono perfettamente in grado di compiere loro, con un esborso economico importante, specie per chi non ha incassato nulla per due mesi: non si può certo dire che sia un incentivo alla riapertura. La questione è cogente per tutte le attività, in più, a seconda della categoria merceologica i dubbi aumentano”.

Ad AlassioLucia Leone, commerciante nel settore dell’abbigliamento in questa particolare occasione afferma: “A parte la questione dalla sanificazione del locale prima dell’apertura, noi abbiamo anche quella legata ai camerini di prova, ai capi di abbigliamento che, una volta indossati non dovessero venire acquistati, e anche all’eventuale cambio di merce che non viene provata in negozio ma a casa. Come ci dobbiamo comportare? – si domanda – Abbiamo bisogno di risposte chiare, non di interpretazione, non di suggerimenti, non è possibile che a poco più di due settimane dal riavvio, non ci sia nulla di tutto questo”.

In rappresentanza del settore dei parrucchieri è Simona Iacoangeli, titolare del salone Impronte di Loano, che commenta: “Abbiamo bisogno di risposte per far sì che tutti coloro che stanno per riprendere l’attività lavorativa, già di per sé penalizzata dal ritardo rispetto alle altre aperture, possano arrivare al giorno stabilito in regola, con tutti gli obbligatori adempimenti compiuti; dalla sanificazione, al numero dei clienti permessi in relazione anche alla superfici e dei locali, alle modalità di organizzazione ed eventuale divisione degli spazi, ai dpi da utilizzare e allo smaltimento degli stessi, alla tutela delle risorse umane impiegate”.

A conclusione di questa prima tappa che vuole dare risalto alle richieste dei commercianti della provincia savonese, il consigliere Vaccarezza ci tiene a dire: “Questo è il tessuto produttivo del nostro paese, non chiede sussidi, redditi di cittadinanza o altro, ma poter lavorare, con tempi e ancor più, regole certe!”.