Savona. Oltre 40 commercianti in piazza Sisto IV, a Savona. Titolari e gestori delle attività più svariate del capoluogo di provincia e non solo, che si sono ritrovati questa mattina, cartelli e chiavi dei propri locali alla mano, per protestare contro le modalità di avvio della cosiddetta Fase2 dell’emergenza Coronavirus.
Rabbia e tensione evidenti tra i presenti, il cui pensiero si racchiude in un concetto tanto semplice quanto complicato in questo momento storico: “Vogliamo tornare a lavorare, in sicurezza, seguendo le disposizioni, ma vogliamo tornare a farlo per dare da mangiare e un futuro ai nostri figli”.
La manifestazione savonese rientra nell’ambito dell’iniziativa nazionale “Risorgiamo Italia”, organizzata dai movimenti di imprenditori del mondo HO.RE.CA e dei Locali di Pubblico Spettacolo uniti per la prima volta nella storia del settore. È iniziata ieri sera, in tutto il Paese, con l’accensione simbolica di luci o insegne delle proprie attività ed è proseguita quest’oggi con il ritrovo in piazza e la simbolica consegna delle chiavi delle varie attività.
“Noi vogliamo riaprire. Ognuno vuole poter svolgere il suo lavoro, ma non possiamo farlo in questo modo, – ha dichiarato la titolare del Titolare del Dolphin’s Pub. – Bisogna capire le nostre realtà e le nostre esigenze. Sono stati chiesti sacrifici a tutti e siamo disposti a farli, ma anche dall’alto devono farli e venirci incontro, soprattutto sui costi fissi. Non possono pretendere che ci rimettano i padroni dei muri, i fornitori o i clienti. Noi chiediamo che vengano ridotti i tributi e venga snellita la burocrazia, che ci sta affossando. Continuiamo a ricevere regolarmente le bollette e sono da pagare, ma abbiamo i locali chiusi”.
“Serve ridurre le tasse: dobbiamo aprire, non è possibile andare avanti cosi. Lo stato ci deve venire incontro”, hanno fatto eco dalla pizzeria “Benvenuti al Sud”.
Dello stesso avviso anche la titolare de l’Ancora2: “Siamo in una condizione in cui non possiamo riaprire. Non riusciamo a dare il 100% delle nostre attività: ritornare al lavoro così, senza certezze, è inutile”.
Ad accogliere i presenti è stato il sindaco di Savona Ilaria Caprioglio, che è scesa dal Municipio per incontrare i manifestanti e dimostrare la sua vicinanza, ma non sono mancati momenti di “tensione”, dettati dallo stress figlio dei mesi di lockdown e dall’incertezza sul futuro a breve e lungo termine.
“Sono scesa per raccogliere simbolicamente le chiavi degli operatori della ristorazione, dei bar ma anche di artigiani e professionisti del benessere e per dire loro che, a livello di amministrazione comunale, come ben sapete, abbiamo fatto tutto quanto potevamo fare per venire incontro al commercio: riduzione della Cosap del 25%, l’aumento del suolo pubblico nella fase 2 del 30% rispetto alla concessione, la possibilità di richiedere 15 metri quadrati di suolo pubblico per chi non lo ha mai avuto, la posticipazione delle rate Tari e Cosap al 30 settembre. Altre richieste non possiamo soddisfarle perché anche noi rischiamo il default come ente”, ha spiegato.
E qui si è alzata la prima “protesta” della quarantina di commercianti, che non hanno fatto mancare fischi, accompagnati dal tintinnare delle chiavi e da un acceso brusio di fondo. È a questo punto che è intervenuto un massaggiatore savonese, con un messaggio molto forte, accolto dal fragoroso applauso dei presenti.
“Io sono un operatore del benessere. Sono insegnante di massaggio e cerchiamo di far stare bene i nostri clienti. Siamo abituati a lavorare in sicurezza così come parrucchieri ed estetisti. Una volta che ho mascherina, visiera, soprascarpe e metto il mio studio in sicurezza, perché non posso lavorare? Poi guardo il ponte di Genova, con tutto il bene per Genova e per le vittime del Morandi, ma vedo centinaia di persone accalcate solo per uno spot mediatico. Si toccano con il premier Conte e poi io, con un cliente alla volta, non posso lavorare per dare da mangiare alla mia famiglia? Assurdo. Non voglio aiuti o sgravi. Voglio solo lavorare”.
Dopo la parentesi, ha proseguito il primo cittadino Caprioglio: “Abbiamo cercato di venirvi incontro in tutti i modi secondo le possibilità che ha un ente comunale. Mi farò portavoce per voi, anche attraverso Anci, come abbiamo già fatto e stiamo facendo, presso il Governo, il Presidente del Consiglio dei Ministri Conte, il Governatore della Liguria Toti e il Presidente di Anci De Caro” (e qui è scattato l’applauso anche per il sindaco).
“Chiederemo che vengano cambiate determinate norme e regole. Sono scesa per prendermi questo impegno con voi. Noi siamo sentinelle sul territorio per il disagio dei cittadini, lo raccogliamo da mesi il vostro disagio e lo riporterò a chi di dovere. Ma per realizzare un’azione forte è necessario fare massa critica tutti insieme e per questo vi chiedo di redarre un documento comune e di inviarlo al Comune”, ha proseguito ancora il sindaco.
E proprio questa mattina, è in corso una riunione ad hoc in Municipio in cui, ha aggiunto ancora Caprioglio: “Come amministrazione esamineremo il nuovo dpcm che entrerà in vigore il 4 maggio. Lo dobbiamo analizzare tutto perché dobbiamo capire in questa settimana come riuscire a metterci in regola. Fortunatamente il Governo ha ascoltato Anci e ci ha dato una settimana di tempo per recepirlo. Vogliamo capire da lunedì come si potrà ripartire. Non nascondo che anche io ho dubbi e perplessità, ma come sindaco posso solo scrivere al premier, ma non posso disattendere le richieste del Governo. La crisi sanitaria, come prevedibile, è seguita anche da crisi economica e sociale, ma il Comune non può legiferare”.
Tra i manifestanti a Savona era presente anche Susanna Karunaratne, nella doppia veste di commerciante e consigliere comunale, che ha affermato: “Chiediamo due cose fondamentali: di darci una mano con gli affitti alti, che in questo periodo di inattività non riusciamo a pagare, e di bloccare le licenze libere, ovvero fare in modo che non siamo più così. Si tratta di due aspetti fondamentali per dare valore a tutte queste attività. È necessario ed è una lotta che farò anche nel ruolo di consigliere comunale”.











