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24H of Finale, sapersi fermare per poter ripartire

Le riflessioni degli organizzatori

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24H of Finale, sapersi fermare per poter ripartire
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Finale Ligure. Quest’anno, per la nota vicenda legata al virus Covid-19, la 24H of Finale, per la prima volta da quando è nata, non si disputerà. L’appuntamento con la prossima edizione è rimandato al 2020. Di seguito una riflessione degli organizzatori.

In ogni equipaggio che si rispetti, anche in quelli dei Pirati, ci sono sempre dei mastri d’ascia che si occupano di fare manutenzione alla nave, proprio per evitare che questa un giorno possa affondare.

A riguardo ci piace ricordare una vecchia storia, che ci porta a riflettere su alcune cose che stanno accadendo proprio in questo periodo.

Al largo di uno dei sette mari, capitò che la nave del famoso pirata Barbaverde fosse sorpresa da una violenta e inaspettata tempesta che causò la rottura di ben due alberi.

Passata la tempesta, essendo lontana da un porto sicuro, la nave si diresse verso la costa più vicina per recuperare il materiale necessario per le riparazioni.

I due mastri d’ascia dell’equipaggio andarono a tagliare due grandi e possenti alberi, per poter sostituire i due che purtroppo si erano spezzati.

In stiva non avevano molte scorte, quindi dovevano fare in fretta in modo da ripristinare velocemente la nave e dirigersi verso porti o zone dove potessero recuperare altre scorte.
I mastri d’ascia trovarono due alberi perfetti per il loro lavoro, uno accanto all’altro, e insieme iniziarono a tagliarli per poterli poi lavorare.

I due utilizzavano l’ascia con uguale maestria ma con tecniche diverse: il primo colpendo l’albero con forza inaudita, tanta costanza, un colpo dietro l’altro senza sosta e riposo; il secondo colpendo l’albero con determinazione ma facendo diverse pause, alcune anche molto lunghe.

Al tramonto, giunto il momento di rientrare alla nave, il primo era ancora a metà lavoro mentre il secondo aveva già abbattuto completamente l’albero.

Il primo mastro d’ascia non capiva come fosse stato possibile: “ma come hai fatto ad abbatterlo fermandoti così spesso?” gli chiese.

Il compagno gli rispose: “Hai ragione: rispetto a te mi sono riposato spesso, ma quel tempo serviva per capire se stessi lavorando nel modo migliore. Inoltre, durante ogni pausa ho continuato ad affilare la mia ascia: se non lo fai costantemente, i tuoi sforzi saranno maggiori e meno efficaci. La fatica offusca la vista, e fa perdere di vista l’obbiettivo reale, lasciandoti quindi a metà dell’opera come una nave senza rotta”

Grazie ai loro sforzi, la nave poté proseguire verso grandi avventure, ma ci ha lasciato un’importante riflessione.

Crediamo sia davvero fondamentale capire l’importanza di “sapersi fermare” per poter ripartire con maggiore consapevolezza e in modo più efficace per gli obbiettivi della nostra vita.

Sappiamo perfettamente che chi, come voi, partecipa alla 24h of Finale capisce bene questo concetto.
Quante volte vi abbiamo visto fermare nel bel mezzo del vostro giro, non per eccessiva stanchezza, ma per sedervi ad osservare un paesaggio o per godervi un tramonto.

La partecipazione all’evento porta frenesia e allontana dalla realtà quotidiana, ma riconnette anche con la natura e con voi stessi. Quando ripartite, nonostante siate stati fermi anche molto tempo, siete più forti, felici e consapevoli di cosa sia davvero importante.

La “tempesta” ha travolto tutti, nessuno escluso, ed è stata assolutamente inaspettata. Oltre a fermare l’evento (cosa che alla fine è di poco conto) ha sospeso la normalità in ogni nostra attività, dal lavoro alla vita di ogni giorno.
È sicuramente la cosa più spiazzante che abbia colpito la nostra società (nord occidentale) dal secondo dopoguerra, costringendoci a limitare la nostra libertà personale e a “fermarci” per un tempo indefinito.

Questa stasi e questa incertezza fanno comprensibilmente paura, ma dobbiamo reagire a questa situazione rimanendo lucidi e facendo l’unica cosa che può aiutarci a vivere al meglio la quarantena.
Non dobbiamo vivere questa pausa forzata come gli arresti domiciliari, ma piuttosto come un’occasione per fermarsi a riflettere, a lavorare su noi stessi e a riorganizzare le idee per ripartire con maggiore energia.

Se è vero che questa situazione è difficile per tutti, è altrettanto vero che affrontarla con un atteggiamento negativo la può solo peggiorare.
Se è vero che le cose sono cambiate, allora approfittatene per pianificare un nuovo inizio!

Oggi è il primo giorno del resto della nostra vita!

Allenarci sui rulli ci mantiene in forma, ma nella vita, come alla 24h, vince sempre la squadra con il team più affiatato. Essere uniti e reagire insieme quindi è importante, alla 24h ma soprattutto nella vita!

Non sentite anche voi il bisogno di riavvicinarvi alle persone che la frenesia di tutti i giorni aveva allontanato?
Non sentite anche voi il bisogno di usare i social network per quello che sono nati? Cioè ritrovare amici lontani, sentirli e condividere con loro idee propositive.
Non sentite anche voi il bisogno di telefonare a qualche amico che non sentiamo da anni, ricordando insieme da dove veniamo e, perché no, sognare con lui un bel giro in bici per quando finalmente si potrà tornare a farlo?
Perché alla fine, è quella l’unica cosa che ci rende felici e riempie le nostre vite.
Ce ne stiamo sempre più rendendo conto…

La nostra esistenza è sovraccarica di accessori e le case di ogni comfort, eppure, adesso, che ci viene chiesto di stare a casa, l’unica cosa che vogliamo fare è uscire a fare un giro in bici o anche solo una semplice passeggiata.
E tutti quegli accessori e comfort, davanti ad una cosa così semplice e banale, ci sembrano vuoti.

Fermandoci, riflettiamo su tutto questo e prendiamo in considerazione anche solo per un attimo se possiamo cambiare qualcosa nella nostra vita per dare maggiore spazio alle cose davvero importanti e che ci rendono realmente felici.

Perché, quando l’emergenza sarà finita, comunque qualcosa sarà cambiato, e noi dovremo essere pronti ad avere le nostre asce più affilate per essere capaci di affrontare le cose con più consapevolezza ed essere più efficaci su ciò che è davvero importante per la nostra vita.

Anche la 24H of Finale vuole sfruttare questo momento per riflettere.

Siamo convinti che i cambiamenti che vediamo intorno a noi siano fortemente connessi alla natura e all’ambiente che ci ospita.

Avevamo già iniziato un processo di cambiamento di diversi aspetti organizzativi per minimizzare il più possibile la nostra impronta ecologica; sicuramente ora avremo più tempo per capire in modo profondo come essere sempre più in equilibrio con il nostro territorio.

In queste settimane ci avete scritto in tantissimi, grazie! Continuate a farlo anche dandoci vostri punti di vista, riflessioni ed idee; stiamo infatti sfruttando questo tempo per rivedere vecchi progetti ed elaborarne di nuovi e siamo convinti che il modo migliore di farlo sia “Insieme”.

Christian Galfrè
9 Aprile 2020 alle 13:43
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