Senza liquidità

I benzinai savonesi lanciano l’allarme: “Calo del 70-80%, misure anche per la nostra categoria”

La preoccupazione dei gestori degli impianti

Benzinaio

Savona. “Nella nostra provincia questo difficile momento, ha portato ad una contrazione delle vendite stimabile dal 70 all’80% in meno, rispetto ad i normali trend lavorativi, che non sono sufficienti a coprire le spese vive delle stazioni di servizio”. L’allarme arriva dalla Figisc di Savona sulla difficile situazione dei benzinai savonesi e dei gestori degli impianti di carburante.

“Senza tralasciare l’importanza della salvaguardia della propria salute e quella dei collaboratori, al fine di contrastare la diffusione del coronavirus, noi continueremo a garantire un servizio essenziale con il presidio degli impianti, auspicando che a breve, a livello nazionale, ci sia un intervento economico ad hoc per la nostra categoria” aggiunge il sindacato.

“In una nota inviata al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro sia dell’Economia e delle Infrastrutture da parte dei colleghi della rete autostradale, è stato fatto presente la mancanza di ogni presidio atto a contrastare la diffusione del contagio (con rischi preoccupanti per i gestori, gli addetti e la clientela che per necessità inderogabili percorre l’autostrada) in evidente inadempimento delle norme introdotte per l’emergenza, sottolineano che i gestori si trovano nella condizione – nella loro situazione di micro imprese – di dover presidiare – 24 ore su 24 – un sedime lungo il quale il traffico è sostanzialmente azzerato”.

“Infatti, mentre da una parte la definizione di volume di affari (nel caso di specie 2 milioni di euro) viene assunta considerando il fatturato al netto del prezzo riconosciuto al fornitore (oltre il 60% del prezzo è costituito da imposte), in sede di applicazione si evita di citare la norma che definisce questa casistica (art. 18 c. 10 Dpr 600/73) provocando, con tale atteggiamento, l’inapplicabilità della norma ed aumento dei contenziosi amministrativi, come non abbiamo mancato di far rilevare. A fronte di questa condizione di “manifesta sofferenza” le compagnie “affidatarie del servizio” hanno girato la testa dall’altra parte e le società Concessionarie hanno mantenuto il più colpevole dei silenzi”.

E ancora: “La Figisc di Savona chiede come già espresso da Confcommercio a livello Nazionale che il Governo centrale ridia liquidità alle imprese ed inoltre necessità di rinviare le scadenze fiscali del mese di marzo, inoltre dagli studi fatti a livello nazionale avremmo un Pil in flessione 1,9% solo del mese di marzo, avremmo una perdita nei consumi a famiglia di quasi 18 miliardi di euro. Ad oggi la primaria necessità è quella di sconfiggere epidemia, finita l’emergenza ci auguriamo che tutte le imprese in tutti i settori strategici di produzione ripartano il prima possibile, altrimenti ne seguirà un altra “strage” a livello economico e a rischio vi sono migliaia di posti di lavoro e centinaia di aziende che rischiano il default”.

“Il nostro plauso come sindacato dei benzinai va a tutti gli operatori sanitaria che stanno fronteggiando l’emergenza sanitaria e alle forze dell’ordine che garantiscono la sicurezza in un momento molto preoccupante per tutti i cittadini, il nostro appello è quello per tutti di restare a casa” conclude il sindacato savonese.

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