Richiesta urgente

Coronavirus, i farmacisti chiedono maggiori dotazioni di sicurezza sanitaria: “Lavoriamo in condizioni difficili”

La situazione nelle farmacie a seguito dell'emergenza, "anche noi meritiamo protezione..."

Savona. Il premier Conte firma il nuovo DPCM e chiudono gran parte delle attività commerciali ma rimangono aperte le farmacie.

“Sono giorni, settimane, che denuncio, insieme al presidente dell’Ordine dott. Zorgno, le condizioni di lavoro critiche in cui noi farmacisti lavoriamo” afferma Roberto Arboscello, sindaco di Bergeggi ma anche farmacista.

“È per questo che desidero spendere due parole a favore di tutti i miei colleghi che stanno svolgendo un ruolo fondamentale in questo momento di crisi. Proprio in momenti come questi la farmacia sia un presidio fondamentale del territorio e il farmacista una figura chiave tra gli operatori sanitari coinvolti, seppur raramente citati. Siamo stanchi e preoccupati. Sono settimane che produciamo instancabilmente nel laboratorio, giorno e notte festivi compresi, gel igienizzante per i cittadini ma soprattutto per tantissime strutture pubbliche, sopperendo alla mancanza di quelli industriali”.

“Basterebbe mezz’ora di lavoro dietro al banco per capire le condizioni in cui stiamo lavorando in questo periodo”.

“Gli ospedali sono al collasso, i medici di famiglia ricevono su appuntamento filtrando telefonicamente le visite, giustamente si deve evitare di recarsi al pronto soccorso in caso di sintomi respiratori o febbre, per cui tutte le persone con tosse, febbre e mal di gola si riversano in farmacia”.

“Molti farmacisti titolari hanno adottato, in maniera autonoma, misure preventive (protezioni in plexiglass ad esempio) che servono a tutelare sia i clienti che i propri dipendenti. Ma questo non basta…”.

E ancora: “Una raccomandazione ai clienti: se vi chiediamo di aspettare fuori dalla farmacia, di mantenere la distanza di sicurezza e di non leccarvi le dita prima di allungarci le ricette non spazientitevi e non arrabbiatevi..è per il nostro e il vostro bene. Nelle farmacie più grandi passano anche 1.000 persone al giorno; immaginate cosa accadrebbe se anche uno solo di noi si ammalasse e diventasse fonte di nuove infezioni.

“Ogni giorno cerchiamo di svolgere al meglio il nostro lavoro, provando a dare risposte concrete, a contenere le vostre paure nascondendo spesso le nostre, perché anche noi siamo umani”.

“Continueremo a fare il nostro lavoro con professionalità, trasferendo la massima serenità possibile, continuando a fornire il servizio essenziale per cui abbiamo studiato. Ma è necessario che tutti prendano coscienza dell’importanza della nostra figura professionale, fatta non solo dai titolari di farmacia ma di tantissimi farmacisti dipendenti che come tutti gli altri lavoratori vorrebbero fare lo “smart working” ma che non possono, ovviamente”.

“È indispensabile che la Regione ci fornisca delle necessarie dotazioni di sicurezza, cosa peraltro già concordata da molto tempo e mai rispettata, che si adottino misure atte a salvaguardare la salute del farmacista, quindi del cliente e di conseguenza la salvaguardia del servizio”.

“È già tardi forse ma meglio tardi che mai. Non possiamo più aspettare” conclude.