Albenga. “Sono ovviamente soddisfatto che il Consiglio comunale di Albenga abbia votato all’unanimità il mio Ordine del giorno che ci impegna a lavorare per ridare alla stazione ferroviaria di Albenga quel decoro perso da tempo, e proprio per sottolineare quell’unità nell’affrontare un problema serio e sentito come questo, vorrei rinnovare un appello alle Ferrovie dello Stato”. Inizia così l’intervento del capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale ad Albenga, Eraldo Ciangherotti, riguardante le problematiche di mobilità della stazione ferroviaria ingauna.
“So che le Ferrovie, nel 2018, su impulso della Regione Liguria, hanno stanziato finanziamenti per la riqualificazione dell’attuale Stazione di Albenga, so che ci sono problemi burocratici indipendenti dalla volontà di Comune e Ferrovie nel ritardo dei lavori, ma so anche che è indecoroso, incivile e indecente che i disabili non possano accedere alla banchina ferroviaria. Non solo continua ad essere rinviata la costruzione di un ascensore per fare accedere ai binari i disabili, e pure per gli anziani o le mamme con carrozzine, ma è stato anche rimosso il montascale posizionato al piano terra (come da fotografie allegate, ieri e oggi) che permetteva, siappure con l’ausilio di personale specializzato, di far salire le carrozzine dei disabili.”.
“Oggi, un portatore di handicap, per accedere ad un treno deve prendere appuntamento e poi essere trattato, letteralmente, come un pacco da trasportare da un piano all’altro. Una mamma con un bimbo in carrozzina deve rinunciare a salire ai binari. Mi sembra veramente una situazione inaccettabile, non degna di un paese civile”.

“Capisco che i ritardi burocratici abbiano, ad oggi, reso più difficile intervenire per la riqualificazione, contando l’aumento dei costi, ma una soluzione per i disabili le Ferrovie debbono trovarla e se il progetto è in attesa di autorizzazione presso la Soprintendenza dei beni culturali, facciamo appello al nostro soprintendente ligure perché quanto prima si trovi una soluzione condivisa”, conclude Ciangherotti.