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Economia

Rifiuti, la Valbormida non convince gli altri sindaci: sarà ambito unico fotogallery

Passa la proposta di Varazze: restano esclusi solo Savona e l’estremo ponente, aggregato a Imperia

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Provincia. La gestione integrata del servizio rifiuti al centro dell’assemblea dei sindaci a Palazzo Nervi: all’esame il nuovo piano provinciale dei rifiuti del savonese, che dovrà essere definito a fine 2020, secondo i dettami di adeguamento imposti dalla legge regionale.

Esclusa la città capoluogo di provincia, ovvero Savona, coinvolta direttamente nella vicenda di Ata e dalla decisione del concordato in Tribunale che impone una vendita ai privati del 49% e che farà ambito a se stante, in ballo gli Ato provinciali del territorio, da Laigueglia a Borgio Verezzi, da Finale Ligure a Varazze e la Val Bormida, oltre a tutti i comuni dell’entroterra.

Andora e i comuni dell’entroterra della Val Merula come Stellanello e Testico sono ricompresi nell’Ato imperiese.

L’assemblea ha esaminato due proposte, pervenute rispettivamente dai comuni di Cairo Montenotte e Varazze. L’amministrazione cairese ha confermato la volontà di avere un suo ambito territoriale, che comprende 20 comuni (a cui si è aggiunta Pontinvrea), con Cairo naturalmente nel ruolo di capofila.

Il Comune di Varazze, invece, ha avanzato l’assetto dell’Ato unico nella governance dei rifiuti, con dentro 65 comuni, ovvero sia con l’Ato del ponente da Laigueglia fino a Borgio Verezzi, sia da Finale a Varazze con la Val Bormida compresa: in questo caso proprio Varazze (per il levante) sarebbe comune capofila assieme ad Albenga (per il ponente), con un organo colleggiale che comprenderà i comuni più popolosi del savonese.

Alla fine ha prevalso la linea di Varazze, con la provincia savonese che avrà quindi un Ato unico. Ecco come è andata la votazione: la proposta di Varazze ha ottenuto 29 voti, quella di Cairo 17 preferenze, con l’astensione del Comune di Tovo San Giacomo.

Ora l’atto di indirizzo passerà al vaglio del Consiglio provinciale.

Il sindaco di Cairo, Paolo Lambertini, ha spiegato così le ragioni alla base della proposta di creare un sub-ambito specifico per la Val Bormida: “Con i Comuni valbormidesi ci siamo trovati a fare questa proposta per una serie di questioni orografiche, legate alle modalità di raccolta e al fatto che abbiamo una media di ‘virtuosità’ molto elevata. La nostra proposta è supportata da pareri legali che ci danno una garanzia di continuità di questa virtuosità; vorremmo insomma occuparci direttamente della raccolta rifiuti per mantenere quel livello. Un unico ambito con molti Comuni invece secondo noi creerebbe difficoltà anche all’azienda che si occuperebbe della raccolta rifiuti, nella nostra provincia non ci sono strutture pubbliche in grado di fornire in tempi celeri un servizio di livello”.

Inizialmente Alessando Bozzano, sindaco di Varazze, ha deciso di non perorare la propria proposta, affermando di condividere quella valbormidese; di fronte all’insistenza del vicesindaco di Cairo Roberto Speranza (“Spiegaci perché sarebbe meglio un ambito unico”) ha chiarito le ragioni di una proposta che, a suo dire, “sosterrebbe e renderebbe forte una realtà difficile come quella savonese. La setticità non ha per forza una logica, la logica parte da una visione complessiva della nostra provincia; e per quanto per certi versi condivida la visione del sindaco di Cairo ho provato a fare un ragionamento diverso. L’unità potrebbe portare a risultati migliori e più efficaci rispetto a una frammentazione. Quale soluzione è migliore se non quella di rafforzare le realtà che abbiamo, cercando di ipotizzare dei percorsi di garanzia sul rifiuto? C’è una proposta che prevede una frammentazione, che è razionale, di buon senso e sta in piedi, e c’è una proposta che parte da un principio diverso. Penso che un consolidamento sarebbe la strada migliore, è un mio convincimento che faccio a proposta e porto in votazione”.

Nella discussione, sul fronte valbormidese non sono mancati qualche distinguo rispetto alla posizione di Cairo, come quella di Altare: critico, infatti, il sindaco Roberto Briano, che pur annunciando l’intenzione di appoggiare il sub-ambito valbormidese ha espresso alcuni dubbi: “Secondo me sarebbe penalizzante, perderemmo almeno il 10% di raccolta. Abbiamo tracciato solo delle linee su un foglio, senza guardare i costi. Siamo già stati ‘fregati’ nel 2015. Propongo, quindi, che si ritorni alla prima proposta, quella più vecchia, con i tre ambiti”.

Tra gli interventi anche quello del sindaco di Laigueglia Roberto Sasso Del Verme: “Un Ato unico non significa che la raccolta dovrà avvenire ovunque allo stesso modo: l’entroterra ha il problema della neve, ma la costa ha quello del turismo. Come primo cittadino di Laigueglia non cambierei la mia ditta, ma l’Ato unico ci è stato chiesto dalla legge per avere delle economicità di scala, non è stata una nostra idea. Appoggio l’Ato unico e non i sub-ambiti perchè questa legge nasce per creare ambiti territoriali unitari. Non significa che la raccolta avverrà nello stesso modo ovunque, l’azienda che avrà l’incarico prevederà modalità e criteri diversi per le varie aree a seconda delle necessità di ognuno. Noi ragioniamo ognuno sulle proprie esigenze, senza renderci conto che tutta la provincia di Savona equivale in questo settore a un singolo quartiere di Roma… Non prenderemo la raccolta ‘della riviera’ portandola in Valbormida, lavoreremo invece per avere le economie di scala migliori. Servirà certamente un pool per lavorare sul capitolato, rappresentando tutte le realtà e le loro esigenze specifiche”.

In discussione anche il conferimento del servizio, che sarà in house provinding, vale a dire una tipologia di governance che garantirebbe un controllo pubblico, evitando al tempo stesso le procedure di gare d’appalto, anche se la nuova governance avrà inevitabili conseguenze per le ditte del settore rifiuti.

La Provincia di Savona ora dovrà proseguire con l’iter amministrativo e i relativi atti di indirizzo, per arrivare alla scadenza imposta, con un piano definito e pronto a partire nella sua operatività dal 1 gennaio 2021. L’obiettivo è quello di riorganizzare il settore nel savonese, favorendo economie di scala, ottimizzazione e razionalizzazione del servizio di raccolta, implementando al tempo stesso i livelli di differenziata.

Federico De Rossi
10 Gennaio 2020 alle 12:56
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