Albenga. La sanità italiana, a volte, presenta delle falle e può causare problemi. E lo sanno bene, loro malgrado, anche i cittadini del comprensorio albenganese alle prese da tempo con la situazione di incertezza che ammanta l’ospedale Santa Maria di Misericordia, tra “tagli” e disagi.
L’ultimo caso in ordine cronologico, materia di questi giorni, è la rottura di un microscopio in dotazione alla Struttura Complessa Oculistica del nosocomio ingauno, che perdurerebbe almeno, stando alle lamentele dell’utenza “da quasi un mese” (almeno 20 giorni).
Un macchinario fondamentale per l’esecuzione di interventi sulla cataratta, numerosi dei quali sono infatti stati rinviati. E questo nonostante la presenza di un macchinario analogo che (in attesa di conoscere la posizione ufficiale di Asl2), stando alle informazioni fornite dall’ospedale, “non potrebbe essere spostato dal nosocomio di Cairo Montenotte” (ma senza specificarne il motivo).
Un esempio lampante dell’accaduto si evince dalla segnalazione arrivata alla redazione di IVG.it da una cittadina albenganese che, poco più di un anno fa, aveva prenotato l’operazione alla cataratta per poi sentirsi dire, pochi giorni fa, che “l’intervento sarebbe stato rinviato proprio per il malfunzionamento del microscopio”.
“Ormai per l’operazione alla cataratta ci vuole un anno di attesa, – ha spiegato la donna. – Mi sono presentata all’ospedale per l’intervento e per ben due volte mi hanno rimandata a casa, dicendomi che avevano il microscopio rotto e che non potevano muovere quello di Cairo. Allora ho scritto una lettera di reclamo e, caso strano, la situazione è cambiata drasticamente”.
Proprio così. Dopo le lamentele, alla residente ingauna, infatti, è stato fissato nuovamente l’intervento, che si svolgerà dopodomani (giovedì 19 dicembre), perché, a quanto pare, l’ormai “tristemente famoso” microscopio “sarebbe stato riparato nel frattempo”.
Spiegano infatti dall’Asl2 savonese: “La signora è stata vittima di uno sfortunato inconveniente, purtroppo avvenuto proprio nel periodo in cui doveva sottoporsi a questa delicata operazione. I lavori di riparazione delle apparecchiature sono stati più lunghi del previsto, ma entro giovedì mattina saremo in grado di effettuare l’intervento”.
Quel che è certo, in ogni caso, è che il disagio è perdurato per almeno una ventina di giorni. Al momento, IVG.it non è a conoscenza dei numeri esatti ma, ipotizzando una media di circa 4-5 interventi al giorno, il conto delle operazioni perse, e di conseguenza i disagi all’utenza, sarebbe facilmente quantificabile e, purtroppo, parlerebbe di decine di casi.
Si attende ora di conoscere la posizione ufficiale di Asl2 sul caso specifico della donna, ma anche e soprattutto sui motivi che hanno portato ad un così consistente ritardo nella riparazione del microscopio e sull’impossibilità di trasferire un macchinario analogo dal nosocomio di Cairo Montenotte.





