
Savona. Tre interpellanze in consiglio comunale su altrettante “occasioni perdute” per la città di Savona. A presentarle il gruppo consiliare del Pd.
Il primo tema è quello del mercato civico di Savona. “L’avviso scadeva il 30 settembre – scrive la capogruppo Elisa Di Padova – e nessuno ha presentato proposte. E’ la triste verità del bando relativo alla riqualificazione e rilancio del mercato civico. Quando in Commissione e in Consiglio avevamo espresso contrarietà al fatto che le tariffe per gli operatori fossero state raddoppiate a fronte di nessun lavoro di miglioramento della struttura, la giunta aveva rassicurato gli operatori e i cittadini dicendo che, grazie al bando, i lavori sarebbero partiti e che gli operatori avrebbero finalmente visto fatti i lavori che da tempo richiedono. Il bando prevedeva la possibilità di fare proposte di riqualificazione e fronte dei lavori di pavimentazione, impianto di condizionamento e ripristino degli impianti idrici per un totale di oltre 2 milioni di euro chiesti a un privato (ma forse sarebbe meglio definirlo benefattore) che avrebbe dovuto investire per svolgere tutti quei lavori e quindi avviare, con altri lavori a suo carico, una nuova attività imprenditoriale”.
“Quando abbiamo espresso le perplessità sulla sostenibilità di un project così impostato – prosegue la dem – chiedendo che indipendentemente dal bando e dal suo esito il Comune iniziasse a farsi carico di quei lavori ormai divenuti indispensabili, non c’è stato niente da fare. ‘Verranno fatti dal soggetto che vincerà il bando”‘. E adesso? Si farà un nuovo bando? La cosa naturale è che a questo punto le tariffe degli operatori siano correttamente ridotte e poi che si ripensasse, seriamente, a trovare nuove e fattive soluzioni che gli operatori e i cittadini che da qualche anno frequentano il Civico attendono. Possibilmente con una visione e un quadro d’insieme un po’ più ampio, in un circuito il più possibile europeo (si pensi ai mercati coperti di Firenze, Rotterdam, Budapest, Barcellona…) con azioni dettate da un piano di comunicazione e marketing territoriale, indispensabile per progetti che vogliano andare in questa direzione, che poi sostenga e sia energia per queste nuove iniziative imprenditoriali che non avrebbero altrimenti alcun interesse a insediarsi e a investire in un luogo come il Civico”.
“All’uscita del bando, quest’estate, le dichiarazioni parlavano di una ‘vittoria dopo anni di stasi’ – aggiunge Di Padova – ‘Il mercato civico dovrà diventare un contenitore per la città e per i crocieristi – si è detto – è stata apprezzata da tutte le rappresentanze sindacali perchè si tratta di un’idea vincente, di valorizzazione in una zona considerata strategica per Savona’. Oggi vorremmo sinceramente poter dire ‘bravi’ perchè il progetto va in porto e invece registriamo un altra sconfitta collettiva. L’ennesima”.
Un’altra interpellanza riguarda il secondo lotto della piscina Zanelli: “E’ un altro esempio lampante – tuona Di Padova – l’assessore Scaramuzza, ancor prima dell’uscita del bando, si spingeva addirittura a dichiarare che i lavori si sarebbero conclusi entro il 2021. Anche in questo caso ci si aspettava l’intervento di un privato che investisse sulla costruzione del secondo lotto e che assumesse la gestione delle piscine per un certo numero di anni ma ancora un volta il Comune ha fallito: neppure un’offerta, bando deserto”.
La terza e ultima interpellanza è legata al bocciodromo di Via Famagosta, da anni in attesa di una copertura: “Neppure quando i soldi li mette un ente pubblico il Comune è in grado di spenderli e di realizzare i progetti per i quali è stato finanziato – accusa Di Padova – La Regione aveva stanziato 100 mila euro nel 2016. Dopo tre anni la giunta restituisce il finanziamento (di cui beneficerà qualche altro Comune ligure capace di utilizzarli) e rinuncia al progetto dopo aver speso oltre 50 mila euro per la progettazione dell’opera. Ma, ancora una volta, le dichiarazioni trionfanti non sono mancate. Quando avevamo evidenziato dubbi sulla gestione di questa operazione da parte del Comune di Savona (era il gennaio 2017) l’assessore Scaramuzza rispondeva che il progetto si sarebbe fatto senza alcun dubbio e, piccato, ci rispondeva: ‘Ecco la differenza tra chi lavora per il bene del proprio territorio e chi, invece, preferisce fare solo polemica strumentale’. Alla fine, a parte le parole, alla città non è rimasto nulla: due bandi andati deserti, un progetto non realizzato”.