
Liguria. Il terzo trimestre dell’anno consolida la stabilità registrata tra aprile e giugno, quando l’artigianato ligure aveva chiuso con un lieve calo dello 0,16%. In base agli ultimi dati Infocamere-Movimprese, relativi al periodo luglio-settembre 2019, su un totale di 43.190 microimprese artigiane ligure attive, hanno aperto i battenti in 593, mentre hanno chiuso in 596, per una variazione pressoché nulla.
Trend positivo per le microimprese artigiane della provincia di Savona, che a fine settembre segna un +0,17%, frutto di 127 aperture contro 112 cessazioni di attività, su un totale di 8.734 realtà all’attivo sul territorio. Nel dettaglio, la filiera manifatturiera segna un +0,15% (1.361 microimprese, 16 aperture e 14 chiusure), mentre le costruzioni salgono dello 0,2% (70 nuove attività contro 61 saracinesche chiuse, su 4.373 microimprese totali del settore).
Guardando tutta la Liguria, la manifattura artigiana della regione cede lo 0,13% nel corso dei tre mesi: 76 chiusure contro 67 aperture, per un totale di 7.009 microimprese attive. Per quello che riguarda le costruzioni, si segnala un’inversione di rotta, con un lievissimo trend positivo dello 0,01%, frutto di 324 iscrizioni e 321 cessazioni di attività, su un totale di 20.773 microimprese artigiane attive nel settore.
Complessivamente in Italia l’artigianato cresce dello 0,04%, trend rallentato rispetto a quello registrato nel trimestre precedente (+0,2% tra aprile e giugno): 17.583 iscrizioni e 17.108 chiusure di attività, su un totale di poco più di 1 milione e 291 mila microimprese attive.
“Un andamento all’insegna della stabilità in Liguria: si tratta di segnali confortanti per il nostro artigianato dopo trimestri negativi, pur sempre da commentare con prudenza – sostiene Giancarlo Grasso, presidente di Confartigianato Liguria – L’emorragia rallenta, ma è anche vero che il trend resta diversificato nelle varie province, con andamenti positivi nel Ponente e ancora qualche segno meno nel Levante e nella provincia di Genova. I dati di fine anno ci diranno se saremo riusciti a invertire il trend negativo che ci segue da troppo tempo, ma, per invertirlo, ci aspettiamo un fisco più semplice e più risorse per investimenti”.