Liguria. Aveva già ricevuto una “botta di entusiasmo” per le vicende legate alla cordata Alitalia, ma con l’insediamento del nuovo governo e le prime dichiarazioni della ministra De Micheli le azioni di Atlantia hanno ripreso a volare in borsa, tornando a livelli pre-crollo del Morandi.
Venerdì 6 settembre, infatti, il titolo ha chiuso a 24,74 euro, tornando quindi a vedere il 24,73 del 10 agosto 2018, e lasciandosi alle spalle l’abisso dei 17,42 dell’ottobre 2018, quando, a seguito dell’incidente del viadotto, il governo annunciava (senza però arrivare ad un dunque) l’intenzione di revocare le concessioni autostradali.
Un argomento, quello delle concessioni, che si lega fortemente alla questione della Gronda di Genova, visto che le prime sono la condizione sine qua non per la realizzazione dell’opera da parte di Autostrade per l’Italia. Il nuovo esecutivo, nelle sue prime ore, sembra aver cambiato direzione rispetto al precedente, mettendo in discussione tutte le iniziative dell’ex ministro Toninelli: la parola ‘revoca’ è stata sostituita da ‘revisione’, e sulla grande e discussa opera da 4,7 miliardi (che saranno pagati dai pedaggi degli automobilisti) l’intenzione sembra quella di tirar dritto, convergendo sul progetto di Spea (controllata da Atlantia) del 2009, scartando le altre ipotesi. E il titolo di Atlantia torna a volare in borsa, come se il 14 agosto 2018 non ci fosse mai stato.
