Savona. Si è chiuso con un doppio patteggiamento il processo che vedeva a giudizio i due nomadi, Alessio Bresciani e Genni Re’, di 39 e 33 anni, arrestati nel febbraio scorso dai carabinieri della stazione di Savona dopo una rocambolesca fuga, prima in auto e poi a piedi, nella zona di corso Colombo dove avevano appena commesso un furto su un’auto parcheggiata nella zona della piscina Zanelli.
I due imputati, che sono assistiti dall’avvocato Mara Tagliero, erano accusati di furto aggravato, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni, ma sono stati indagati a piede libero anche per omissione di soccorso, per un altro furto avvenuto a danno di un’auto parcheggiata dalla piscina di Legino, per la ricettazione di altri beni trovati nella loro Panda, per utilizzo indebito di un bancomat rubato e per detenzione di oggetti atti ad offendere.
Oggi Genni Re’ è stata assolta per non aver commesso il fatto dalle accuse di resistenza e lesioni ed ha patteggiato per le altre contestazioni un anno e cinque mesi di reclusione e 220 euro di multa. Bresciani, al quale il giudice ha concesso anche l’attenuazione della misura cautelare in carcere sostituita coi domiciliari, ha invece patteggiato un anno e dieci mesi di reclusione e 800 euro di multa (entrambi hanno versato un risarcimento danni alle parti offese).
Ad arrestare Bresciani e Re’ erano stati i carabinieri della stazione di Savona, guidati dal maresciallo Andrea Venditto, che erano impegnati in un servizio mirato proprio a prevenire i furti sulle autovetture parcheggiate vicino alle piscine cittadine dove, nelle ultime settimane, i ladri erano entrati in azione in diverse occasioni.
Per questo i militari, quel giorno, stavano sorvegliando in borghese i parcheggi di corso Colombo ed avevano assistito in diretta al tentativo di rubare sopra una vettura da parte dei due nomadi che tra l’altro si erano portati dietro anche una bimba di 4 anni. Quando avevano visto Bresciani forzare la portiera e prendere dall’abitacolo un borsello, che poi erastato nascosto dalla complice in un sacco, gli uomini dell’Arma erano intervenuti per bloccarli, ma, per tutta risposta, la coppia era salita su una Fiat Panda per scappare. Pur di riuscire ad allontanarsi senza essere fermati avevano anche quasi investito un militare, rimasto ferito ad un ginocchio nell’urto con la vettura (era stato dimesso con prognosi di sette giorni). La fuga dei ladri era durata poco perché, dopo aver imboccato via Giacchero, all’altezza dell’angolo con corso Mazzini, avevano speronato due vetture ferme al semaforo dell’incrocio (gli occupanti di una delle due auto erano anche finiti in ospedale per ferite lievi) ed erano stati costretti a proseguire a piedi.
Poco dopo, però, i carabinieri erano riusciti a raggiungerli e fermarli. A quel punto per Alessio Bresciani e Genni Re’ erano quindi scattate le manette.
